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19 Giugno 2007
 

Vasco su All Music TV

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA
“I LOVE ROCK’N’ROLL” intervista VASCO ROSSI



A poche ore dall’inizio del primo dei due concerti sold-out a S.Siro, Vasco Rossi ha incontrato ALL MUSIC e ha risposto alle domande di Elena Di Cioccio. Un’intervista durata 50 minuti che ha toccato più argomenti, sociali e politici, di costume e ambientali, musicali e artistici. In altri termini si è parlato di “vizi privati e pubbliche virtù”.
Dopo un inizio durante il quale ha rimarcato la sua voglia di tornare sul palco di S. Siro – sold out per la 10° volta -, il cantante ha spiegato le ragioni di tour così megagalattici. “La gente deve sognare durante un concerto. Deve stupirsi di fronte a quanto vede. È la lezione che ho imparato dai Pooh. Sono stati i primi a capire l’importanza di investire nello spettacolo live.”
Vasco ha poi speso parole entusiaste riguardo la sua band e ha dato il benvenuto al prodigioso batterista americano Matt Laug – già con Slash e Slipknot -. “Mi sarebbe piaciuto avere un batterista italiano ma non ce n’è. i migliori li trovi a Los Angeles. E Matt è qualcosa di unico. Un picchiatore senza sosta.”
Vasco Rossi ha regalato momenti seri – “la musica serve anche per risolvere i tuoi problemi” – immediatamente sdrammatizzati con la sua tipica ironia – “si fa musica anche per rimorchiare.”
Abituato ai grandi spazi live, non sente la necessità di ritrovare una dimensione più raccolta. “Ho già dato nei primi anni di carriera. Eppure, anche davanti a 80.000 persone, quando canto, lo faccio come se avessi di fronte una sola persona.”
Vasco ha affrontato con grande partecipazione anche i problemi legati ai giovani e al mondo in generale. “Dobbiamo vivere sulla stessa barca pertanto bisogna insegnare la tolleranza…anche perché non siamo così diversi come crediamo.”
Ha ribadito che “le leggi da seguire sono quelle scritte dagli uomini, non quelle attribuite a qualsiasi Dio” dando particolare risalto alle sue preoccupazioni legate a questa umanità ostaggio degli estremismi.
“Forse, invece di lanciare bombe sull’Afghanistan, sarebbe meglio lanciare tagliatelle!”
Le critiche alla società moderne sono continuate contro il consumismo, la pubblicità imperante, contro la civiltà assediata dall’inciviltà. “Se si va avanti di questo passo c’è la possibilità di un disastro…anche perché quando doveva andare male è poi andata sempre peggio.”
Per il comitato antirumore ha avuto parole dure. “Aspettano che arrivi io per fare casino. Chiedere di suonare rock a basso volume è come pretendere di suonare l’Aida senza aver fatto prima le prove. E poi non sopporto quando la musica viene chiamata “RUMORE”.”
Vasco Rossi ha accennato anche ad un progetto relativo all’uscita di un albo di figurine Panini legato al suo personaggio - “Dopo le figuracce, le figurine!” – e ha accennato alla passione per il fumetto, passata dal figlio minore Luca, 14enne con la passione del disegno. Suo il concept dei tre personaggi animati che popolano il video di “BASTA POCO” le cui storie, scritte da Enrico Brizzi, prossimamente verranno pubblicate.
Vasco non ha avuto parole tenere neanche per la scuola odierna. “Quando eravamo giovani noi giocavamo a figurine. Adesso mi sembra che la scuola non stia passando un gran bel momento.”
Impossibile a questo punto non affrontare il discorso droga e tossicodipendenza. Viviamo in mezzo alle tossicodipendenze ma bisogna saper distinguere. Non si può accomunare tutto e criticare solo alcune dipendenze – è la sintesi del Vasco-pensiero. C’è la dipendenza da eroina, da cocaina ma anche da nicotina, da caffè e da vino. “E da shopping compulsivo” ha aggiunto Rossi.
“Siccome ho molto tempo libero lo devo occupare in qualche modo. E allora compero telefonini e passo il tempo a leggerne le istruzioni. Appena ne esce uno nuovo lo vado a prendere subito. Ormai li so usare tutti.”
Il cantante di Zocca si è lanciato in un vero e proprio atto di fede e fiducia nei confronti dei collaboratori più vicini, quelli che riescono ancora a sopportarlo – “non sono facile” - e, proprio per questo, vanno considerati i migliori sul mercato. “In Italia purtroppo esiste molto pressappochismo. Il furbo se la cava sempre.”
I primi anni sono stati difficili. “Volevo arrivare al cuore della gente. Scendevo dal palco e facevo a botte perchè c’era sempre quello che mi diceva “Sei una merda”. Lui scherzava; io no. Con gli anni Novanta ho sentito invece l’esigenza di avere una famiglia.”
E le donne? Come sono i rapporti con le donne?
“Io non sono uno comunicativo perché sono timido. Quando sono in crisi non riesco a chiedere aiuto. Le donne sono molto più brave, oltre che a essere una benedizione. Sono brave quando lavorano. Sono più perfettine. Il mondo starebbe meglio se fosse in mano alle donne e se ci fosse meno testosterone in circolazione.”
“La Laura. La mia compagna. Un punto fermo. Un motivo per tornare a casa. Non è semplice vivere in due. Ci vuole passione.”
L’intervista si è quindi chiusa con una critica alle radio e alla discografia.
“Il nuovo disco è pronto ma è la discografia a non esserlo. Non si sa più con chi parlare. Oggi il tuo referente è uno che due giorni dopo è stato licenziato. La musica costa tanto? E i vestiti di Dolce e Gabbana, allora? Costano poco?
Anche le radio non fanno molto. L’80% della musica che trasmettono è in lingua inglese. Dovrebbero sforzarsi di supportare maggiormente quella italiana. In Francia non esiste questo strapotere angloamericano.”
“Il problema – ha concluso – è la nostra esterofilia. Oggi possiamo dire di saper fare ottimo rock anche in Italia. Ci sono molti personaggi che sono a livelli altissimi – non farò nomi perché se ne dimentico qualcuno chissà cosa succede domani – e che hanno ormai una grande credibilità. Eppure sento ancora adesso gente che si ricorda come qualcosa di inarrivabile e irripetibile i concerti a S.Siro di inizio anni Ottanta di Bruce Springsteen e Bob Marley. Massimo rispetto, certamente, ma anche noi siamo bravi.”
 
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