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21 Febbraio 2008
 

Ultimissime da Los Angeles

Intervista esclusiva al Komandante!



Intervista esclusiva al Komandante!

* L’album esce il 28 marzo e subito dopo in pratica inizi le prove per il tour ’08 che inizia il 29 maggio dall’Olimpico di Roma

Il 7 febbraio hai compiuto 56 anni. Come stai?
Mi sento un “sopravissuto”…in tutti i sensi…ho vissuto molto intensamente anche perché credevo di avere una vita breve. Ho fatto un sacco di esperienze e ho cambiato molti modi di vivere…ho vissuto da sconosciuto, da povero, da ricco e famoso. Da montanaro, da studente, da dj e da rockstar
mi sembra che dio mi abbia concesso una vita veramente molto varia e lunga…o forse si è dimenticato di me.

* Sei tornato a Los Angeles questa volta per girare il video della prima canzone che si sentirà del tuo nuovo cd e hai scelto di affidarla alla regia di Marco Ponti (Premio Donatello per il film “Santa Maradona”). Come è nata la collaborazione tra di voi?
Quasi per caso…l’ho conosciuto ad una cena a casa sua l’anno scorso ed è scattato un feeling naturale e direi viscerale. L’ho trovato una bella mente. Molto motivato e ispirato…pieno di un entusiasmo che mi ha contagiato.

* Fin dal primo ascolto questo tuo ultimo album è musicalmente rock, forse il più rock. Sei d’accordo?
Il linguaggio musicale che ho sempre usato per esprimermi è il rock…oggi è soltanto eseguito meglio….

* Chi conosce la tua storia potrà trovare in questo album I tuoi temi fondamentali.
C’è un filo rosso che lega tutte le tue canzoni: la rabbia di vedere intorno che le cose non cambiano come vorresti, il difficile e complicato rapporto con l’altro, la battaglia quotidiana con quello che vorresti e che non può essere….e una buona e sana dose di auto ironia che rimanda sempre al “tenere I piedi ben saldi a terra”?
Il filo rosso che lega tutte le mie canzoni sono io. Che sono ancora qui vivo, in salute e vegeto!!
La rabbia che provo nel vedere che le cose non sono mai come dovrebbero essere la scarico nelle mie canzoni. E per fortuna ho questo strumento. Ringrazio sempre il cielo e la chitarra.

* In che cosa tra questi concetti si riconoscono I tuoi fans?
Penso che rabbia e il difficile rapporto con l’altro siano una condizione diffusa soprattutto tra I giovanissimi.

* E che peso ha la musica nella tua vita?
L’unico senso che ho cercato e trovato è nella musica

* In questo nuovo disco appare un musicista del calibro di Slash, il chitarrista dei Guns’n’Roses. Come è nata la collaborazione e come è stata l’esperienza in studio?
Perché` hai voluto proprio lui?
È stata la sorella che al concerto di Firenze….

* 1982, ..”Vado al massimo…Vado a sanremo..”
E' stato il mio sberleffo a sanremo…una manifestazione che a quei tempi era molto giù di moda (altrimenti penso che non mi avrebbero fatto partecipare. Ci fosse stato un direttore artistico come Pippo Baudo non so….) ma rappresentava ancora l’unica vetrina nazionale che uno sconosciuto poteva affrontare per farsi conoscere in tutta l’Italia…

* Eri il rock che non si conosceva, portavi le chitarre elettriche, un atteggiamento non proprio allineato e nei testi ti esprimevi in prima persona, raccontavi le tue rabbie e le tue frustrazioni. In che cosa sei stato più rivoluzionario: nei testi o nel modo di essere sul palco?
Direi In tutti e due. Nei testi ho cercato di introdurre il minimalismo dopo la straordinaria stagione dei cantautori che aveva visto il trionfo delle parole e delle ballate. Usavo il rock come linguaggio musicale e la chitarra elettrica al posto della chitarra acustica. Anche nelle esibizioni dal vivo ho cominciato a privilegiare l’aspetto scenico e spettacolare al posto delle “spiegazioni” e delle “riflessioni” che contraddistinguevano le performance dei cantautori.

*. Se allora ti avessero detto che saresti diventato la più grande rockstar italiana, ci avresti creduto ?
E quando ti sei reso conto che rappresentavi il nuovo nel panorama della scena?
Nemmeno nei miei sogni più sfrenati.
Che rappresentavo il nuovo me ne rendevo conto già all’inizio della storia ma non credevo di raggiungere questo livello di popolarità. Pensavo al massimo ad un successo di “nicchia”.

*. Ti ricordi dove e quando c’e' stato il tuo primo concerto vero e proprio? Quanta gente c’era? Che emozione hai provato la prima volta che hai cantato davanti a un pubblico che è venuto li` appositamente per vedere te?
Me lo ricordo…è stato in piazza maggiore a Bologna e c’erano sì e no trenta persone che erano venute a vedermi. Il solo fatto che gli altri in piazza mi abbiano lasciato suonare senza mandarmi a quel paese mi sembrò un successo straordinario.

* 30 anni dal tuo primo singolo, Jenny/Silvia e dal tuo primo album ‘“Ma cosa vuoi che sia una canzone”. Anche allora nell’album convivevano diverse anime: “la nostra relazione” tema sulla coppia, “ “Jenny” quello sociale e “Ambarabacciccicoccò” addirittura politico.
A parte ambarabacciciccocco … le mie canzoni sono sempre state di carattere sociale più che politico…
Le due anime, il tema della coppia e il tema sociale, convivono sempre…parlo di quello che vedo e di quello che sento. Di me, delle mie rabbie e delle mie delusioni, cercando sempre di farlo con ironia. Spesso le mie sono delle provocazioni. Discorsi per assurdo, al limite o caricature che servono a far riflettere, a pensare e a tenere sveglie le coscienze. Compresa la mia.
 
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