
Oggi giriamo tra i canali Fm, per cercare la nostra musica preferita; oggi si scaricano i brani con i-tunes e sul cellulare!...Allora no. Negli anni Settanta non c'erano i ricchi e potenti network radiofonici, non c'erano televisioni commerciali! Trent'anni fa soltanto ed è preistoria, roba di un secolo fa...
Noi, i giovani di allora, non avevamo possibilità di "scelta". C'era solo la Rai, con due canali radiofonici e due televisivi. Non c'era zapping, il monopolio radiotelevisivo ci imponeva gentilmente mode e modi. Meglio o peggio, chi lo sa, oggi abbiamo comunque l'illusione di essere liberi di scegliere.
Nei primi anni Settanta l'avvento delle radio libere, o private che dir si voglia, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione. Per la musica un vero toccasana, una ventata di aria nuova per l'industria discografica, già alle prese con la crisi. Più radio c'erano, più veniva assicurata la libera circolazione di musica internazionale e italiana, fino ad allora difesa solo da poche trasmissioni, tipo "Per voi giovani" o "Alto Gradimento".
è in questo clima di grande fermento che a Zocca un gruppo di ragazzi con tanta voglia di nuovo e di divertirsi creano dal niente Punto Radio e non si rendono conto che entreranno a far parte della storia. Una compagnia di amici affiatati e coraggiosi. Sfidano i pregiudizi, guardano lontano, oltre la montagna che potrebbe oscurare il loro orizzonte e si buttano anima e corpo nell'avventura, che rimarrà loro per sempre nel cuore. Vincono la scommessa, nel giro di pochissimo tempo, due o tre mesi, conoscono la popolarità, la loro radio diventa la radio cult. Inventano programmi ironici, di intrattenimento, sono ascoltati fino a Bologna e a Milano, lanciano la musica d'autore italiana e il rock internazionale, che in quegli anni erano di e per pochi. Nella compagnia c'è anche Vasco, studente universitario appassionato di tutto ciò che fa rima con musica. Diventa un dj. Puntiglioso e perfezionista, insegue la professionalità con i suoi compagni di avventura. Nel suo "Spazio aperto" scopre e fa ascoltare Guccini, De Andrè, Jannacci, Francesco de Gregori, Renato Zero, Lucio Dalla, Edoardo Bennato, ma anche Bruce Springsteen e i Pink Floyd, i Van der Graaf Generator, i Genesis e i Rolling Stones.
E sul finire degli anni Settanta, quando anche grazie alle radio l'era dei cantautori impera, lui scrive le prime canzoni. Con la chitarra. Le fa sentire in radio, così per divertimento, e non sospetta ancora che di lì a poco inciderà il suo primo 45 giri, Jenny. Continua con la radio di giorno e la discoteca di notte, ma qualcosa sta cambiando dentro di lui...Nascono le sue prime canzoni, "come i fiori, nascono da sole". Ma questa è un'altra storia, in questo numero parliamo di Punto Radio, di quando e come è nata, di chi sono i soci fondatori.
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