Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 
 
9 Giugno 2007
 

Intervista di 'sportweek' di giugno

Intervista di "sportweek" di giugno

* Lei inizia il ritiro quando i calciatori finiscono. Come si tiene in forma/prepara Vasco all'alba di un nuovo massacrante tour?
Con un preciso programma: prove musicali e joggin per fare il fiato necessario a sostenere quasi tre ore di show

* Ci può svelare qualcosa dello show? Immagino la scaletta sia ad ogni tour sempre di più una sfida nella sfida.
La scaletta è in continua evoluzione fino all'ultimo giorno ed è studiata nei minimi particolari per emozionare e raccontare una "storia" cominciata nel 1978.
Ci saranno molte sorprese


* Cosa si prova a guidare l'adrenalina di 150 mila persone, come è accaduto all'ultimo Heinken JF che l'ha vista sul palco? In questo senso lei ha perfettamente presente cosa più provare un calciatore sotto la pressione di uno stadio intero. 
È una sensazione impossibile da spiegare. È una enorme energia che si deve riflettere e incanalare altrimenti si rimane schiacciati. Non bisogna pensarci.

* In che fase è l'artista Vasco all'interno della vita dell'uomo Vasco? Serenità, crisi, ansia, preoccupazione, noia, gioia, buon delirio?
L'uomo dovrebbe essere maturo ma l'artista non è mai contento. Le "fasi" si alternano sempre e inesorabilmente. La ricerca dell'equilibrio è costante ma molto faticosa. Direi che tutto quello che crea problemi all'uomo è ottimo materiale per l'artista. Essere ancora qui ed essere ancora vivo è decisamente un risultato straordinario.

* Ha lavorato a Los Angeles a nuovi pezzi che usciranno a giorni nel cd Basta poco. Tra cui la cover di Battisti, La compagnia. Come mai questa scelta di rendere omaggio a Battisti?
Battisti è un genio della musica italiana. È stato un maestro per tutti quelli che sono venuti dopo. Un omaggio a lui è quasi un dovere oltre che un piacere. Questa canzone non è sua ma io l'ho conosciuta grazie a lui.

*Il lavoro del nuovo album come procede?
Il mio lavoro procede bene. Sono le case discografiche che hanno qualche problema. Le nuove tecnologie le hanno colte completamente impreparate. La pirateria e le martellanti campagne stampa contro il prezzo dei CD hanno fatto il resto. I licenziamenti e le "ristrutturazioni" continue creano un clima di confusione imbarazzante. È difficile fare progetti.

* Mai pensato di smettere di fare dischi e continuare a esibirsi solo dal vivo in una specie di Neverending tour in stile Bob Dylan?
Ci sto pensando

* Recentemente ha rilasciato un'intervista a 'Poliziamoderna', la rivista ufficiale della Polizia di Stato in cui, in un numero dedicato alla morte dell'ispettore capo Filippo Raciti e al fenomeno della violenza negli stadi, ha detto che la vera 'Vita spericolata', piena di rischi quotidiani, è in realtà quella dei poliziotti. Cosa ha pensato di fronte all'ennesimo episodio gravissimo avvenuto per una partita di pallone?
Per amore di precisione devo dire che l'intervista l'avevo rilasciata prima del gravissimo fatto di cronaca e che avevo detto:  anche quella dei poliziotti è una scelta di vita spericolata. Poi l'anche è sparito e l'intervista è uscita dopo. Rinnovo comunque la mia solidarietà ai poliziotti che sono figli del popolo come li definiva Pasolini ed eseguono degli ordini. Credo che le società di calcio per prime e gli organi di comunicazione dovrebbero educare i propri tifosi ad un comportamento un pò più sportivo.



* Dal suo punto di visto privilegiato sui giovani, lei ha visto ormai almeno due generazioni di ragazzi cercare/provare la trasgressione in vari modi. Cosa cerca un giovane dallo stadio?
Le trasgressioni quando sono innocue e pacifiche sono molto utili perchè aiutano a tirare avanti poi nella vita di tutti i giorni. I ragazzi a un concerto cercano:
Divertimento, Gioia, Condivisione, oserei direi "Comunione". Emozioni intense, aggregazione e la sensazione di far parte di qualche cosa di più grande. La musica è un ottimo strumento per trascendere questo mondo e in grado di fare vibrare le anime all'unisono. I concerti sono un "rito" pacifico e laico che andrebbe difeso e consigliato a tutti, altro che comitati antirumore!

* Lei è interista, non sfegatato diciamo. Come è nata la passione per la
squadra?
Per una semplice questione di colori e di eleganza. Fin da piccolo preferivo i colori neroazzurro a quelli rossonero o bianconero da qui la mia fedeltà. Ma non ho mai seguito il calcio e solo da qualche anno ho cominciato a guardare le partite in televisione.

* Dell'Inter del 15esimo scudetto cosa pensa?
Mi sembra una supersquadra

* Moratti l'ha contattata per partecipare alla festa dello scudetto? Se è no, se l'avesse fatto avrebbe accettato?
Mi piace Moratti perchè è un elegante signore all'antica.
Anche se questo oggi forse è un difetto in questo mondo arrembante e pieno di arroganti. Ho letto del suo invito sui giornali ma sono molto pigro e avrei partecipato comunque col cuore.


*In un certo senso si è dichiarato "il custode degli stadi", quello che a giugno, a fine stagione, li requisisce e li usa per sè. Lei ha un pò lanciato la corsa al confronto con il grande impianto, San Siro o Olimpico, di tanti altri grossi artisti di casa nostra.
In italia non esistono grandi spazi per la musica. Una volta gli stadi li riempivano a malapena i leggendari mostri sacri d'oltreoceano perchè non si erano nemmeno mai visti dal vivo. C'è voluto molto tempo per superarli e invertire un trend che sembrava inevitabile. Contro e nonostante l'esterofilia dilagante e il provincialismo culturale che porta a mitizzare sempre le star straniere e snobbare quelle italiane questa nuova situazione ha il sapore di una doppia vittoria.

* In Basta poco attacca ferocemente le aberrazioni dell'Italia dei nostri giorni, la Fannullopoli che vuole la celebrità e i risultati subito. Anche lo sport ne ha tante di aberrazioni ed è parte integrante del meccanismo: cosa farebbe Vasco Rossi se fosse al posto di Giovanna Melandri?
lascio volentieri il posto alla Melandri, io scrivo canzoni.

* C'è uno sportivo di oggi che la ispira per come tipo positivo, in cui credere per valori e modello? O più in generale che l'appassiona.
Bh direi proprio Valentino Rossi

* Lei considera Vita spericolata la canzone dell'illusione, mentre Liberi liberi quella della disillusione. Quale delle due è secondo lei l'inno dello sport italiano in questo momento?
Visto lo scandalo degli ultimi anni nel calcio Liberi liberi mi sembra più adatta. Ma anche la libertà ha un senso solo all'interno di una regola e un limite ben preciso. Altrimenti è solo anarchia, caos e confusione. Non mi riferisco ovviamente ai giocatori o alle squadre che giocano onestamente in campo ma a tutta l'organizzazione intorno che ha perso molta credibilità. Questo poi è un paese che tende a premiare sempre i più "furbi", dove l'onestò sembra quasi una debolezza. Ce ne di strada da fare ma per fortuna ci sono anche tanti altri sports.

* Da ragazzo e nel corso degli anni come è cambiato il suo approccio allo sport?
Non sono mai stato uno sportivo. La musica è stata sempre la mia unica grande passione. Oggi corro un pò ma solo per necessità e non certo per divertimento.

* Il suo grande amico e collaboratore Gaetano Curreri ha appena dedicato (nel senso di scritta su di lui) una canzone al campione di ciclismo Marco Pantani nel nuovo disco degli Stadio? A lei è mai venuto in mente di fare lo stesso per qualche mito dello sport?
Gaetano è stato anche il mio scopritore. Le mie canzoni vengono da sole quindi chi lo sa?

* Ci racconti un episodio di vita legato allo sport che ricorda con affetto, o che magari l'ha segnata in modo particolare (team motomondiale a parte).
Ricordo quando in collegio durante l'unica ora di ricreazione pomeridiana nello stesso cortile si giocavano tre o quattro partite di calcio contemporaneamente con tre o quattro palloni e tre o quattro portieri nelle due porte mentre in un angolo dello stesso cortile c'era anche la rete per la pallavolo e relativa partita alla quale partecipavo nonostante tutto con un certo entusiasmo. Beata adolescenza!

* Dov'era la notte di Berlino del trionfo azzurro? Ha esultato?
Ero a Zocca con gli amici del cuore Certo che ho esultato. Battere i francesi poi è stata una vera libidine!

* Suo figlio Lorenzo gioca a calcio. Lo sta dissuadendo o incoraggiando a buttarsi nella carriera da calciatore? È mai andato a vederlo?
Non incoraggio nè dissuado. La sua vita è soltanto sua.
A me sinceramente basta che sia contento e che stia bene.


* Il suo vero amore sportivo sono le moto: come e perchè è nato?
A 14 anni sono salito sul primo "motorino" ed è stato amore a prima vista.

* Che esemplari ha avuto o possiede?
Ne ho avute tante. Il primo è stato un "corsarino". Poi un mistercollege, una honda 750, un ktm, 2 harley, un montesa da trial, oggi ho una BMW 1200 superaccessoriata per lunghi viaggi e un vespone yamaha TMAX 500

* E' stato anche proprietario di una scuderia che ha partecipato per 3 anni al motomondiale nella classe 125, il Vasco Rossi Racing. Ci racconti l'esperienza, culminata con la vittoria del mondiale di Locatelli. 
È stata un'esperienza esaltante. Ho conosciuto l'ambiente delle gare motociclistiche e la sua franca schiettezza mi ha conquistato. È gente vera che lavora e combatte ogni gara per vincere in un puro e sano spirito di competizione. Sono gladiatori moderni che si affrontano a 300 all'ora. Uno spettacolo formidabile.

* Non ci riproverebbe, magari con un team tutto italiano con un suo omonimo in squadra?
sarebbe un sogno anche se Valentino non ha certo bisogno di me per avere un team.

* Cosa ammira, e magari vede di sà a quell'età, del suo amico Valentino Rossi?
Valentino è un fenomeno strordinario, un campione assoluto e una persona stupenda molto più sveglio e maturo di me alla sua età.

Extra: dove si trova in questo momento?
in una località segreta perfino a me.
 
Tutte le news


 


Segui Vasco su: