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6 Marzo 2026
 

GOOD NEWSSSSSS Grazie Paolo Migliore che si è appena laureato al Conservatorio e ha scelto di portare come tesi FRONTE DEL PALCO il mitico doppio album live

1989-1990
Il biennio fondamentale
Verso la consacrazione definitiva
 
Due anni di intenso lavoro per Vasco Rossi che, costretto a fare tutto da solo,
Se la caverà egregiamente producendo
Un album, “LIBERI LIBERI”, da oltre 1 milione di copie,
Organizzandone il tour – scaletta e musicisti sul palco –
Che lo incoronerà una volta per tutte.
Da maggio a ottobre 1989 tutti palasport sempre sold out.
 
Per celebrare il tour dell’ ’89, produce, assieme a Steven Hart, il
Doppio album live, che esce a maggio 1990 e lo intitola “FRONTE DEL PALCO”.
 
“FRONTE DEL PALCO” si chiameranno anche i due concerti record di luglio 1990,
a Milano alla “Scala del Rock”, lo stadio Sansiro e a Roma, stadio Flaminio.
Oltre 110.000 fan: è la consacrazione
 
Da “Liberi liberi” a “Fronte del palco“, così è nato il mito…
Ma.. tutto parte dal 1989…

​Il 4 aprile 1989 usciva “LIBERI LIBERI”, il nono album di studio nonché il primo per la EMI, finalmente una multinazionale con budget adeguati a una star, o meglio rockstar quale sarebbe diventato Vasco di lì a poco.
Ma Liberi Liberi è soprattutto l’album che Vasco produce e realizza interamente da solo.senza più l’aiuto di Guido Elmi .




Libero di fare quello che vuole, sa esattamente ciò che vuole sempre, e si prende in toto la responsabilità delle sue scelte.
Nonostante la parte di produzione gli piaccia meno di quella creativa, Vasco, spronato dalle ultime disillusioni, è presente in sala di registrazione, si fa carico anche degli arrangiamenti e della produzione vera e propria delle 8 canzoni. Tutte sue, musica e testo, tranne un paio su musiche di Tullio Ferro.
Vi troviamo musicisti diversi, come Davide Romani al basso, o Rudy Trevisi il sax originale di Dillo alla luna e Liberi liberi.
Musicisti ai quali Vasco- che ha le idee molto chiare su quello che vuole anche musicalmente - chiede di eseguire in questo o quel modo, lasciandoli poi improvvisare prima di scegliere, lui, l’esecuzione finale.

“Liberi liberi”, è l’ album dell’amarezza ironica, in tutti i brani che lo compongono, non c’è spazio per la nostalgia, c’è piuttosto l’incitamento a “muoversi”, a non lasciarsi intrappolare dalle illusioni ma di andare avanti “guardandola in faccia la realtà”. E’ quello che fa lui, va avanti per la sua strada.

E’ un disco che non ne sbaglia una, un successo dietro l’altro. Pezzi centrali nella storia si Vasco e della musica italiana, a cominciare da “Liberi Liberi”, “Dillo alla luna” , passando per “Muoviti”, “Ormai è tardi”, “Domenica lunatica”, “Vivere senza te” e “ Tango della gelosia”.

Con “Liberi Liberi” la svolta è decisiva: oltre 1 milione di copie, ai vertici delle classifiche.
Nell’arco di circa dieci anni, canzone su canzone, tour dopo tour, Vasco raccoglie il successo che si è meritato sul campo.

(foto Alessandro Pizzarotti © Chiaroscuro Creative)

Senza la band storica. Per il tour “ Liberi Liberi” , forma una superband di musicisti che confermerà per Fronte del Palco, i 2 concerti negli stadi del 1990, la grande sfida, vinta.
Perché un concerto deve essere spettacolare e allora ecco due chitarristi, due fenomeni: Andrea Braido e Davide Devoti, facevano scena i loro “duelli”sul palco. Al basso Paul Martinez, reclutato a Londra, mentre rimanevano al loro posto i “fedeli” Alberto Rocchetti, Daniele Tedeschi e Andrea Innesto.

Il tour è un vero trionfo, tutti palasport sold out da giugno a ottobre.

 Dalla combriccola al popolo del Blasco, palasport e arene non bastano più a contenere un pubblico che aumenta sempre di più.
Nel 1990 inaugura l’era della rockstar negli stadi, un altro cambiamento epocale, per tutta la musica italiana

Dal tour viene tratto il doppio album live - registrato tra Milano (Arena Civica) e Roma (PalaEur) - che viene intitolato “FRONTE DEL PALCO”. Nasce già perfetto per la pubblicazione del 14 maggio 1990 e contiene 1 inedito, “Guarda dove vai” .
La storia di Fronte del Palco è particolare e unica.
 
 


La pubblicazione dell’album (14 maggio ‘90) venne preceduta da una campagna di manifesti murali dalle scritte sibilline tipo “Guardala in faccia la realtà” o “Che ti do l’animale” o altre sempre prese da canzoni, che suscitarono la curiosità di tutta Italia, stampa e tg compresi. Uno straordinario lancio promozionale ideato da Vasco stesso, con la collaborazione di Floriano Fini.

 Da quell’album nascono i due concerti negli stadi di Milano Sansiro (10/7/90) e Roma Flamiio (13/7/90),
un punto di arrivo conquistato. Lo accompagna sul palco la superband del precedente tour Liberi Liberi

 La scaletta del concerto è la stessa, si parte con “Muoviti” che dà sicuramente il senso di cambiamenti nell’aria dal tono deciso con cui parte, ma c’è anche l’ inedito “Guarda dove vai”.

 Uno show decisamente spettacolare e rock, Vasco usa la band come “chitarra elettrica” e domina palco e pubblico come nessun altro.

(foto Arturo Bertusi © Chiaroscuro Creative)

Da quell’album verrà tratto anche un docu-film live rimasto mitico per le straordinarie vendite di “home video”.

 Aggiungiamo, infine, che l’album successivo, quello dalla copertina tutta bianca un po’ “pirata”, estratto dal concerto allo stadio milanese, riportava semplicemente la scritta VASCO LIVE 10/7/90 SANSIRO

    


Il resto è storia.
Una storia costellata di successi, di sfide (con sé stesso..) vinte, che gli sono valse l’appellativo di KOM (il KOMandante).
Una storia che non ha precedenti.
La sua favola rock continua.



Le domande di Paolo Migliore per la sua tesi e le risposte di Vasco


Scelte musicali e arrangiamenti live

Come vengono definite scalette e arrangiamenti per il tour? Per quanto riguarda Fronte del Palco “Muoviti” era la partenza ideale, energia e il messaggio di darsi da fare, di non avere rimpianti e senza lasciarsi abbattere, resistere e guardare avanti 

Risposta: Gli arrangiamenti live vengono studiati apposta per le grandi arene, devono essere ricchi eseguiti soprattutto bene e spettacolari. Si studiano partendo praticaamente dai pezzi, come sono nel disco, e poi dopo, magari vengono elaborati a seconda dei momenti e delle situazioni.
Per la scaletta invece, quella che conta è individuare la prima canzone con la quale partire, e lo stesso faccio per l’ultima, quella che deve chiudere. Mi spiego: parto da una idea, un discorso che voglio fare e da lì cerco il brano che calza alla perfezione con quello che ho in testa e. Un lavoro che faccio per la prima , quella che apre, e per l’ultima quella che ha la “responsabilità” di riassumere il tutto, di racchiudere il finale che farà tornare a casa la gente felice e sognante dopo aver visto il più bel concerto del mondo.
Una volta centrata la prima, tutte le altre vengono di conseguenza, devono seguire il filo del discorso, essere sinergiche.


Sezione ritmica e dinamiche tra i musicisti

Quali criteri avete adottato nella scelta dei musicisti e nella definizione dei ruoli nella sezione ritmica?

Risposta: Per Fronte del palco ho cercato solo dei musicisti fuoriclasse, che sapessero suonare e stare sul palco., il mio era uno show non un semplice concerto.


Ci sono stati momenti particolari in cui l’interazione tra musicisti sul palco ha suggerito modifiche o reinterpretazioni dei brani per il disco?

Risposta: Allora per i live si chiedeva ai musicisti di studiare gli arrangiamenti del disco, dovevano riprodurre gli stessi suoni Poi durante le prove io chiedevo ai musicisti di improvvisare, mi facevano ascoltare le loro idee e decidevo quali usare sul palco.
Oggi è tutta un’altra cosa, si rielaborano i brani per il live.



Dal live allo studio

Quanto del materiale registrato durante il tour è stato mantenuto “puro” nell’album, e quanto è stato successivamente ritoccato o rielaborato in post-produzione?

Risposta: Allora era diverso da oggi che si registra un concerto e tutto è pulito viene perfetto grazie ai musicisti. Allora era un po’ diverso,si sceglieva una sola location per la registrazione di tutta la serata, e magari non era proprio quella giusta. Per FdP mi ricordo che abbiamo dovuto fare un lavoro sul basso e sulla batteria, non mi ricordo che cosa altro ma basso e batteria quelli sì, ci abbiamo lavorato parecchio (con me Steven Hart al banco). Eravamo a Villa Condulmer.


Quali sono state le principali sfide nel trasferire l’energia del live in un disco post-prodotto?

Oggi non ce n’è molta di post produzione, un po’ di pulizia e niente altro, sul palco c’è una band di professionisti molto affiatata.


Ruolo della produzione e del management

In che modo produzione, etichetta e management hanno contribuito a definire l’identità finale dell’album?

Risposta: in nessun modo, è l’artista che decide quando si tratta di scelte artistiche.

 
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