Il 4 aprile 1989 usciva “LIBERI LIBERI”, il nono album di studio nonché il primo per la EMI, finalmente una multinazionale con budget adeguati a una star, o meglio rockstar quale sarebbe diventato Vasco di lì a poco.
Ma Liberi Liberi è soprattutto l’album che Vasco produce e realizza interamente da solo.senza più l’aiuto di Guido Elmi .
Libero di fare quello che vuole, sa esattamente ciò che vuole sempre, e si prende in toto la responsabilità delle sue scelte.
Nonostante la parte di produzione gli piaccia meno di quella creativa, Vasco, spronato dalle ultime disillusioni, è presente in sala di registrazione, si fa carico anche degli arrangiamenti e della produzione vera e propria delle 8 canzoni. Tutte sue, musica e testo, tranne un paio su musiche di Tullio Ferro.
Vi troviamo musicisti diversi, come Davide Romani al basso, o Rudy Trevisi il sax originale di Dillo alla luna e Liberi liberi.
Musicisti ai quali Vasco- che ha le idee molto chiare su quello che vuole anche musicalmente - chiede di eseguire in questo o quel modo, lasciandoli poi improvvisare prima di scegliere, lui, l’esecuzione finale.
“Liberi liberi”, è l’ album dell’amarezza ironica, in tutti i brani che lo compongono, non c’è spazio per la nostalgia, c’è piuttosto l’incitamento a “muoversi”, a non lasciarsi intrappolare dalle illusioni ma di andare avanti “guardandola in faccia la realtà”. E’ quello che fa lui, va avanti per la sua strada.
E’ un disco che non ne sbaglia una, un successo dietro l’altro. Pezzi centrali nella storia si Vasco e della musica italiana, a cominciare da “Liberi Liberi”, “Dillo alla luna” , passando per “Muoviti”, “Ormai è tardi”, “Domenica lunatica”, “Vivere senza te” e “ Tango della gelosia”.
Con “Liberi Liberi” la svolta è decisiva: oltre 1 milione di copie, ai vertici delle classifiche.
Nell’arco di circa dieci anni, canzone su canzone, tour dopo tour, Vasco raccoglie il successo che si è meritato sul campo.
(foto Alessandro Pizzarotti © Chiaroscuro Creative)
Senza la band storica. Per il tour “ Liberi Liberi” , forma una superband di musicisti che confermerà per Fronte del Palco, i 2 concerti negli stadi del 1990, la grande sfida, vinta.
Perché un concerto deve essere spettacolare e allora ecco due chitarristi, due fenomeni: Andrea Braido e Davide Devoti, facevano scena i loro “duelli”sul palco. Al basso Paul Martinez, reclutato a Londra, mentre rimanevano al loro posto i “fedeli” Alberto Rocchetti, Daniele Tedeschi e Andrea Innesto.
Il tour è un vero trionfo, tutti palasport sold out da giugno a ottobre.
Dalla combriccola al popolo del Blasco, palasport e arene non bastano più a contenere un pubblico che aumenta sempre di più.
Nel 1990 inaugura l’era della rockstar negli stadi, un altro cambiamento epocale, per tutta la musica italiana
Dal tour viene tratto il doppio album live - registrato tra Milano (Arena Civica) e Roma (PalaEur) - che viene intitolato “FRONTE DEL PALCO”. Nasce già perfetto per la pubblicazione del 14 maggio 1990 e contiene 1 inedito, “Guarda dove vai” .
La storia di Fronte del Palco è particolare e unica.
La pubblicazione dell’album (14 maggio ‘90) venne preceduta da una campagna di manifesti murali dalle scritte sibilline tipo “Guardala in faccia la realtà” o “Che ti do l’animale” o altre sempre prese da canzoni, che suscitarono la curiosità di tutta Italia, stampa e tg compresi. Uno straordinario lancio promozionale ideato da Vasco stesso, con la collaborazione di Floriano Fini.
Da quell’album nascono i due concerti negli stadi di Milano Sansiro (10/7/90) e Roma Flamiio (13/7/90),
un punto di arrivo conquistato. Lo accompagna sul palco la superband del precedente tour Liberi Liberi
La scaletta del concerto è la stessa, si parte con “Muoviti” che dà sicuramente il senso di cambiamenti nell’aria dal tono deciso con cui parte, ma c’è anche l’ inedito “Guarda dove vai”.
Uno show decisamente spettacolare e rock, Vasco usa la band come “chitarra elettrica” e domina palco e pubblico come nessun altro.
(foto Arturo Bertusi © Chiaroscuro Creative)
Da quell’album verrà tratto anche un docu-film live rimasto mitico per le straordinarie vendite di “home video”.
Aggiungiamo, infine, che l’album successivo, quello dalla copertina tutta bianca un po’ “pirata”, estratto dal concerto allo stadio milanese, riportava semplicemente la scritta VASCO LIVE 10/7/90 SANSIRO
Il resto è storia.
Una storia costellata di successi, di sfide (con sé stesso..) vinte, che gli sono valse l’appellativo di KOM (il KOMandante).
Una storia che non ha precedenti.
La sua favola rock continua.
Le domande di Paolo Migliore per la sua tesi e le risposte di Vasco