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7 Luglio 2025
 

Fine tour 2025. In attesa di VASCO LIVE 2026: "Accade la vita, ai concerti di Vasco" di Vittoria Chiarenza



Accade la vita, ai concerti di Vasco

Ci sono città che, apparentemente, sono “solo” città. Bibione. Torino. Firenze. Bologna. Napoli. Messina. Roma.
Ma quando inizia il tour, quelle città sparse per l’Italia si collegano attraverso la musica di Vasco e le storie stropicciate di chi sente vivere la propria vita sotto il suo palco. Città che diventano tappe della storia del rocker e si intrecciano con le tappe di vita del suo popolo. Stadi che diventano casa. Persone che diventano famiglia. Stendardi che diventano appartenenza, che “la musica di Vasco deve unire e mai dividere”.
Credo taciti e condivisi che leggi negli occhi felici che incroci, che senti nelle risate di pancia, nelle birre condivise, negli abbracci di chi si ritrova anno dopo anno, concerto dopo concerto, canzone dopo canzone, vita dopo vita, sempre lì a cantare insieme fino ad Albachiara. E poi non va via.
Ti racconti con sguardi d’intesa sotto al suo palco, con chi non conosci ma sa esattamente cosa provi. Con occhi che brillano e pelle d’oca. Con lacrime che lì scendono senza chiederti il permesso, che, alla fine, le uniche parole che ti servono sono quelle delle canzoni di Vasco.
Per perdonarti.
Per darti coraggio.
Per sentirti meno solo.
Per amare.
Per amarti.
Per sognare.
Per accogliere le fatiche di una vita in cui ti senti scomodo, ma non sempre trovi la forza di scomodarti.
Per i guai. Gli errori. Le verità. Le paure.
Per sentirti libero e liberato.
Per le emozioni forti, quelle che neghi e quelle che finalmente ti permetti di vivere.
Per te, che nella vita non riesci a dire di essere un’anima fragile, ma poi te lo tatui sulla pelle.
Semplicemente, accade la vita ai concerti di Vasco, e tu lasci che accada. Inerme. Disarmato. Ma pronto a viverla.
Ci vuole coraggio per cantarle, quelle canzoni.
E non importa se la voce sia bassa o alta, se urli o sospiri, o se siano le lacrime a cantare per te (e lasciale scivolare). Perché quell’equilibrio sopra la follia è proprio tutto ciò che, nella tua instabilità quotidiana, fai fatica a trovare.
Quella sensazione di Esserci, nel qui ed ora.
Di essere consapevole e grato che non c’è altro luogo al mondo in cui vorresti trovarti in quel preciso momento in cui il concerto comincia.
Per questo, se mai mi dovessero chiedere dove vorrei vivere, risponderei: a un concerto di Vasco.

Senigallia, 4/07/2025
Vittoria Chiarenza
 
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