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7 Febbraio 2008
 

!!Cinquanta giorni al disco nuovo!!

" do you like more strong or..”



“Vasco è da sempre un ACTIVIST: contro le ipocrisie, i perbenismi, il doppio gioco, la falsa morale.
È la nostra stella più grande e da solo vende in Italia più biglietti di concerti di tutti gli stranieri messi insieme”.
“Ha fatto e farà canzoni indimenticabili che hanno l'incredibile caratteristica di essere sempre attuali.
Ma questo gigante dei nostri giorni ha prima di tutto la potenza dell’essere autentico, il che rende la sua azione credibile, efficace, irresistibile, penetrante, convincente.
È un uomo che cammina a fianco del suo DAIMON e in questo modo ci aiuta a individuare il nostro, e a trovare il coraggio di seguirlo su una strada che porta lontano dai pensieri e dalle idee che consolano, dai giorni vuoti che passano senza lasciare traccia”.

Sei contento del tuo disco?
«Moltissimo. Sono addirittura stupefatto».

So che c’è Slash (il chitarrista dei Guns’n’Roses, ndr) alla chitarra.
«Guarda, è stata una cosa fantastica».

L’hai incontrato?
«L’ho conosciuto là a Los Angeles

Pensavi di essere rock’n’roll, poi hai incontrato lui e ti ha fatto paura.
«La cosa è nata così. Il disco era già finito, c’erano già dieci, undici pezzi.Avevamo un rockettone musicale a cui io non avevo messo il testo perché bastavano già i brani che avevamo. Poi conosciamo la sorella di Slash a Firenze e nasce quest’idea: perché non facciamo un pezzo con lui?
Allora, sull’onda dell’entusiasmo, ho scritto un testo incredibile. Poi gli abbiamo mandato l’Mp3 e siamo andati là..
Lui lo sente e ci diamo appuntamento per un venerdì alle sei.
Lui chiama il giorno dopo per dire che viene alle tre. Poi richiama il giorno successivo per avvisare che arriva alle quattro. Insomma, loro vengono quando gli pare, ma chiamano sempre. Poi aveva chiesto che lo cantassi perché voleva sentire anche la voce.
Io arrivo alle tre e comincio a cantare il pezzo, con la cuffia, la mia felpona e a un certo punto entra lui, proprio vestito da Slash. Mi fa un sorriso veloce; sai come sono là, ci si capisce al volo.
Quando finisco di cantare ci salutiamo, poi lui va di là con la chitarra, dove c’erano già Matt alla batteria e il bassista già pronto. S’infila gli occhiali da sole e con la sigaretta in bocca suona il pezzo, perfettamente, perché l’aveva già studiato a casa. Una cosa che qua in Italia non capita.
Slash suona due volte il pezzo, alla grande, poi torna dentro e ascolta, concentratissimo.
Io intanto vado nella room per giocare con il computer e a un certo punto arriva anche lui, si siede e tira fuori a sua volta il computer. Poi mi fa: “Vasco, do you like more strong or...”. E io dico: “Strong, strong”. Questo è tutto quello che ci siamo detti.

Altra cosa: lui arriva, prende la chitarra, una Gibson, infila il cavo in un amplificatore Marshall e poi comincia a suonare con un suono straordinario. Perché il suono viene dalle dita».
«E ha proprio quel groove, anche nella ritmica. Nel pezzo lui ha fatto tutta la chitarra,
anche la ritmica, dandogli quell’onda che hanno solo loro».

Massimo (Riva) era un grande chitarrista ritmico, vero?
«Massimo era diventato il più grande chitarrista ritmico in Italia. Aveva imparato a suonare la chitarra dal padre. Fino a quindici anni non ne aveva mai vista una».

tratto da...GQ Feb.2008 Lorenzo intervista Vasco laROckStar!!"
 
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