Il libro “ Noi Jenny “ nasce dalla voglia di mettersi in gioco, dalla voglia di

riscatto di persone che in un gruppo hanno trovato la forza di esprimersi ed il coraggio, nonostante tutto di ritrovare una dignita’che avevano smarrito.
Il nostro gruppo e’ in simbiosi con Vasco, e’ come se grazie alla sua musica avesse indicato La “ Strada buona….” Le sue note erano come segnali, delle linee guida per ritrovare cio’ che avevano quasi dimenticato di avere….una forza travolgente per rendere la “ vita spendida”…..e ……darle “ Un senso”, si Vasco quando cantavi “E’ adesso che tocca a te” avevi ragione, questo e’ il nostro momento.
All’inizio i ragazzi del Centro ascoltando le sue canzoni cercavano di nascondere il loro stupore nel vedersi al centro di un gioco che li vedeva protagonisti, erano increduli nel vedersi giocare in quel luogo che era il Centro di salute mentale. Mai a pensare che tutto questo potesse accadere proprio li’ dove fino a qualche tempo fa andavano diffidenti a prendere pillole.
La vita di questi ragazzi e’ sempre stata “ scomoda” , “ complicata” , “sudicia” , loro erano quasi sordi alle possibilita’ che la vita proponeva…..pero’ la musica di Vasco l’hanno ascoltata….si e’ insinuata poco alla volta nelle loro coscienze…” Jenny e’ pazza vuole solo dormire” cantava Vasco….. no….non e’ cosi….Jenny e’ tornata non vuole piu’ dormire ,rispondevano i ragazzi…..
E’ cosi via, ogni strofa di Vasco creava un dibattito, si discuteva che e’ delle persone che bisogna occuparsi e non della malattia, si parlava delle loro storie di vita, dei loro disagi non delle diagnosi, che “ La liberta’ e’ terapeutica “ (frase ripetuta a 180°) che i centri di salute mentale siano luoghi da vivere e da attraversare, che ci siano persone che accolgono, che ti ascoltano e ti vedono per quello che sei.Che le indentita’ invece di annullarsi e appiattirsi nella malattia mentale si moltiplichino,che qualcuno ti aiuti a risolvere i piccoli/grandi del quotidiano,che i farmaci, le regole e le diagnosi vengano dopo le persone. E come dice….Peppe Dell’acqua nella prefazione; ….. “Comincio a capire che ascoltando Vasco si puo’ anche fare a meno di leggere le “Conferenze Brasiliane”
Aniello de Martino
