9 Maggio 2010
Zurigo - Hallenstadion - 8 Maggio 2010
EINS ZWEI DREI..ZURIGOO!
Questa è la testimonianza della mia esperienza in Svizzera e dell'ennesima emozione che ho potuto vivere grazie a Vasco e la sua band. Fatti, nomi e persone NON sono casuali ma realmente esistenti e avvenuti.
Il nostro treno per Zurigo parte puntuale come un orologio svizzero un sabato mattina umido e piovoso ma noi siamo in 5 (io, Raffaello, Gianluca, Paolo e Bruno) radiosi e impazienti di metterci in viaggio e la situazione meteorologica è l’ultimo dei nostri pensieri. Sono l’unica ragazza e mi tocca “l’ingrato” compito di tenere a bada 4 fan scatenati che, sin da quando il treno si allontana dalla Stazione Centrale di Milano, collegano un pc e danno inizio a un sottofondo musicale rock che non è passato inosservato a nessun vagone dell’intero convoglio :)
Il paesaggio mozza il fiato. Laghi, cime innevate e prati di un verde nuovo di stagione sono il contorno di un tragitto che non dimenticheremo facilmente.
All’arrivo a Zurigo troviamo subito i nostri amici Giovi, Mirco e Michela, anch’essi arrivati dall’Italia per il concerto. Già, tutti a Zurigo per il concerto di Vasco, attesissima data di un tour europeo che sta gonfiando i palazzetti di fan che arrivano da ogni dove, attirati da un filo magico che solo LUI riesce a maneggiare e che ci risucchia come il richiamo di un nettare irresistibile...
L’Hallenstadium di Zurigo è un signor palazzetto che ospita 13.000 persone concepito per eventi musicali (e poi sportivi) e dove sin dall’inizio si respira un’atmosfera di trepidante attesa, soprattutto dai fan locali che dopo tanti anni ritrovano un Vasco più in forma che mai.
E come per ogni concerto la mia emozione prende il sopravvento subito dopo il consueto giro di perlustrazione tra la folla: gente di ogni tipo e di ogni età. E’ incredibile, ma riesco ancora a stupirmi. Vedere una mamma che accompagna la figlia diciottenne e la issa affinché possa avere una visuale migliore, non ha prezzo. In transenna accanto a me c’era un signore sui 65 che è rimasto a bocca aperta per tutta la prima ora di spettacolo, si è ripreso solo quando ho lanciato il reggiseno a Vasco, ma poi per la seconda ora di concerto ha cominciato a fissare me, a bocca aperta..!
Ho visto una coppia zurighese con gli occhi lucidi quando tutti assieme abbiamo ricordato Massimino e ho capito che anche all’estero conoscono la storia di Vasco e della sua band, non solo le loro canzoni.
Ancora una volta Vasco aveva ragione. Sin dall’inizio ha salutato il suo pubblico esclamando “Zurigo..è vivace! è vivace!”. Vero, e le persone che sabato sera hanno riempito il palazzetto erano lì per un’irrefrenabile voglia di ROCK, glielo si leggeva sui volti e sulle labbra e l’attesa di anni è stata ripagata con una serata incancellabile.
Un’accoglienza così per me era inaspettata, sold out e spalti stracolmi di braccia alzate verso di lui, ad urlare le sue note e ridere e piangere nella stessa sera. E quando a “Un mondo che vorrei” si è alzato un coro all’unisono ho capito che Vasco, ovunque va, mette d’accordo tutti quanti.
A Berlino è quasi tutto pronto. E se guardo la cartina dell’Europa e traccio una linea che segue dalla prima all’ultima le sue tappe all’estero….ebbene….un’unica iniziale, sempre lei, sempre quella. Indelebile.
Valeria Vecchione