Vasco è l’unico a riuscire a leggere dentro l’anima della gente e mettere su carta paure sensazioni e fragilità di tutti noi.
Ognuno di noi si nasconde dietro un apparire per nascondere le proprie fragilità, per nascondere al mondo quanto sia frangibile.
Non siamo quello che siamo, siamo quello che abbiamo, ma anche non siamo quello che siamo ma siamo come il mondo ci vuole vedere.
Nessuno è più libero di essere se stesso o forse non ne è più capace.
L’ho trovato un pezzo molto profondo,mi è entrata dentro da subito, dalla prima strofa, perché è come se parlasse di me stessa, di ciò che ho appena vissuto o meglio, Vasco ha raccontato come solo lui sa fare, come ho reagito ad uno tsunami interiore ed esteriore. Ho “dovuto” o forse “voluto” o mi sono trovata a nascondere le mie paure, le mie fragilità, le mie condizioni fisiche, i cambiamenti, per non mostrare al mondo quanto io possa essere fragile ed attaccabile, e allora ho creato una corazza che non avevo, ho fatto finta di essere ciò che non ero e alla fine avevo convinto anche me stessa, ma alla fine poi non mi piacevo più perché non ero più io, quel mio “essere” quell’apparire non era più parte di te, non mi riconoscevo più e mi arrabbiamo, per ritrovarmi poi al limite, in un punto cieco e non mi rimaneva che ( come dice Vasco ) piangere o ridere.
È fantastico come lui possa aver scritto un testo perfetto per me, e per tantissimi, pur avendo vote e situazioni diverse, opposte. Ognuno riesce ad immedesimarsi in questo testo come in ogni sua canzone.
Ascoltare questo testo è liberatorio per me.
Vasco è unico al mondo. Lo amo proprio per questo. È la mia voce, la mia forza, colui che mi capisce e sorregge, lui c’è sempre in ogni momento che vivo .
Barbara C.