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17 Aprile 2012
 

Se lui...allora io

di Valeria Genova

Lui canta.
Io viaggio.
Lui urla.
Io impazzisco.
Lui spara.
Io resto in piedi.

Mi sento una parete fatta di un materiale che assorbe ogni sfumatura, ogni significato, ogni colore della sua voce: lui dipinge su questo muro e la sua opera rimane indelebile, penetra e attraversa la parete che sono io e si ferma. La sua voce è un pennello che rende immagini le sue parole.

Lui parla.
Io ascolto.
Lui sbaglia.
Io reagisco.
Lui dipinge.
Io sono tela.

Penso a quando non capivo Vasco Rossi e la sua musica: ero giovane, cercavo di vedere il mondo dipinto di rosa mentre lui me lo mostrava nero, grigio, blu scuro; non mi riconoscevo nei suoi colori così cupi ma...dannatamente reali.
Vivevo tra il passerotto e la maglietta fina di Baglioni - ;-) - mentre giocavo spensierata con le Barbie e sentivo come sottofondo `fegato spappolato`...eresia per quella bimba che viveva nel paese delle meraviglie!

Lui si faceva sentire.
Io, timida, lo facevo avvicinare.
Lui bussava.
Io mi tappavo le orecchie.
Lui diffondeva la sua voce.
Io cedevo.

Un giorno la mia maglietta fina si è trasformata in un pensiero strano, in una mano che mi sfiorava ed ho capito che nemmeno io ero esente dalla realtà. E Vasco ha pensato bene di sbattermela in faccia con tutti i suoi problemi, pennellandomi di nero e ricoprendo il rosa che si è trasformato nel rosso della passione per quella vita spericolata che temevo ma, allo stesso tempo, agognavo.

Lui spingeva.
Io gli ho aperto.
Lui mi ha sussurrato nell`orecchio.
Io ho avuto i brividi lungo la schiena.
Lui mi ha sedotto.
Io non l`ho mai abbandonato.

Ed eccomi qui, oggi, ad ascoltarlo a tutto volume.
La mia vita è diventata un murales di sue parole, sensi, nonsensi, incazzature, diavolerie, colori.
Ed io che pensavo la vita fosse solo rosa! Ora conosco il rosso, il verde, il giallo, il nero e tutta la tavolozza di colori usati dal Maestro che continua a dipingermi, a penetrarmi ed a ispirarmi.

Lui canta.
Io volo.
Lui urla.
Io godo.
Lui spara.
Io vivo.
 


 


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