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30 Ottobre 2011
 

La compagnia… sbagliata!

di Claudio Bardi

Mi ero accorto che qualcosa non stava andando per il verso giusto già prima ancora che ci portassero da bere, per via dell’atteggiamento che avevano tutti nei confronti del personale di servizio e anche per come avevano già ridotto quel tavolo distruggendo le candele che erano state messe lì per ornamento.
“Ma nessuno di voi – domandai – ha mai fatto il cameriere…?”.
“Io, una volta…” – rispose uno.
“Allora te ne devi essere già dimenticato, perché altrimenti ti saresti ricordato quanto possa essere seccante ripulire il tavolo di un gruppo di clienti troppo maleducati”.
Ovviamente il mio intervento non ottenne risultato alcuno. Ma le cose precipitarono quando arrivò l’ennesimo venditore di rose.
 
Quasi ogni persona, a quel tavolo, mancava di rispetto al venditore di rose perché non aveva alcun rispetto per se stessa.  
“Rispetto…? – dicevano - Ma perché, paga le tasse, forse…?!”
Come se fosse necessario pagare le tasse per essere un uomo! Come se il rispetto del prossimo fosse discriminabile in base alle leggi dello Stato!
 
Ecco un esempio, pensavo, di fan di Vasco che non hanno mai capito il suo messaggio etico fondamentale, quello di “C’è chi dice no” anche se “Gli spari sopra” sono per lui. Giovani cafoni ignoranti che credono di avere il diritto di insultare il prossimo come quelli che scrivono sulla pagina di Nonciclopedia: identici, proprio.
 
In particolare l’intolleranza ottusa e fascista di una ragazza, un’intolleranza oscena eppure orgogliosa, marchiata sulla pelle per sempre attraverso un enorme tatuaggio che deturpava completamente la bellezza del suo corpo, era un sintomo ormai incurabile di un’ignoranza senza speranza, un segno indelebile di una maleducazione sorda. Ma soprattutto, purtroppo, era la conseguenza più diretta di una frustrazione rabbiosa che non trovava - e non avrebbe potuto mai trovare - altro sfogo se non in un impulso di autodistruzione continuo ormai già in stadio fin troppo avanzato. Il risultato complessivo e l’effetto finale davano luogo ad uno spettacolo devastante che si ripeteva identico ad ogni minuto: una splendida ragazza giovanissima che si buttava via svilendo la propria bellezza e umiliando la propria intelligenza ad ogni istante, una ragazza che - a soli 21 anni! - si dimostrava già irrecuperabile.
 
Mettersi a scherzare, a prendere in giro quel poveraccio che per campare cercava di vendere rose in un paese straniero, ingoiando ogni giorno in silenzio migliaia di rifiuti, di insulti e di ingiustificabili comportamenti di scherno da parte di perfetti sconosciuti presuntuosi e superiori a lui solo per la fortuna del caso; mettersi a fare battute ironiche con chi sta svolgendo un lavoro infame… per fame…!; mettersi a fare battute sarcastiche solo per noia, solo per un personale divertimento effimero, solo per il fatto di avere un cervello vuoto e un animo profondamente rozzo e ineducato, era uno spettacolo indegno che non potevo sopportare: li ho dovuti mandare tutti a fare in culo.
 
Claudio Bardi
 


 


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