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3 Aprile 2012
 

L'altra metà del cielo - La mia recensione

di Dario Tuq Marchini

Ero sicuro della buona uscita di un prodotto del genere perchè la musica sinfonica esalta le emozioni. E dove non riesce ad arrivare una chitarra elettrica può invece colpire un insieme di archi e di fiati. Parliamo di musica e la musica è fatta da tante sfaccettature che unite possono creare il coro perfetto.

Dalle anteprime e dagli spezzoni ascoltati in questi mesi (Albachiara e Grabri) ero rimasto positivamente colpito e incuriosito. Quello in cui ho sempre sperato era ad una reinterpretazione del pezzo e non un solo cambio "musicale" e così infatti è stato. Più riuscito in alcuni casi, meno in altri. Alcuni pezzi poi sono rimasti quasi uguali anche nella loro struttura globale, forse ritenuta già perfetta. Il mio consiglio è di ascoltarlo con un buon impianto stereo e non con gli auricolari, la differenza è veramente abissale.

Preludio/Albachiara: sicuramente una delle tre più belle nell'album. La musica si adatta perfettamente al testo ed ai tempi della canzone. Diversamente dai "live" riesce la malinconia ed il ricordo che ci sono nella versione originale. La interpretazione di Vasco poi è magistrale. Voce roca che si insinua tra le note degli archi, passione e sentimento che fuoriescono dal cuore. Pensieri strani.

Silvia: più che una rivisitazione è una traslazione della canzone in versione classica, dove sono cambiati gli strumenti ma l'effetto finale è molto simile all'originale, ma molto più profondo. I bassi del pianoforte creano l'atmosfera più ovattata per vedere Silvia rinchiusa in sè stessa, mentre gli archi aprono la mente alle fantasie. L'alternanza tra la figura di Silvia e la madre che la chiama è esaltata dalla musica che l'accompagna e un Vasco che racconta a modo suo quello che vede e che sente. Un gioco riuscito, soprattutto nel finale, con la parte musicale alternata alla chiusura delle parole di Vasco. Un classico.

Susanna: ascoltandola in cd forse una delle meno riuscite. Probabilmente a teatro non sarà così accompagnata dalla danza delle ballerine. L'ironia del pezzo si perde completamente nella parte musicale che non dà l'immediatezza della ballata rockeggiante che è. Anche il cantato è pressochè identico alla versione originale. Il finale un po' rythm&blues simpatico. Particolare.

Anima fragile: personalmente la ritengo la più riuscita tra tutte. Un colpo al cuore ad ogni ascolto. L'interpretazione del testo è sentita, vera, fantastica. Violini e pianoforte sembrano voler entrare nell'anima. Nell'intro preparano la strada alle emozioni che poi vengono incise dalla sola voce di Vasco accompagnato da un effetto vento sullo sfondo. Si fondono, si accavallano, si intrecciano fino ad esplodere in un grido di dolore e sofferenza in cui si uniscono tutti gli strumenti. Una liberazione per poi ritornare, nel finale, a lei. Solo lei. Come stracciare un'anima. Ho pianto.

Brava: in questa versione perde un po' la cattiveria della versione originale. E' più una "traduzione" musicale in altre vesti della stessa canzone. Forse mantenendo insieme anche qualche suono rock-elettrico, più cattivo, avrebbe avuto un altro effetto. Troppo morbida per la canzone che dovrebbe essere. Mancano rabbia, rimpianto e rancore. Da banda.

Gabri: un altro colpo al cuore. Insieme ad Albachiara e Anima fragile una delle più belle ed emozionanti. L'intro di solo piano è un ascensore per le emozioni. Si sentono le lacrime pronte a scorrere e trattenute. Si sente la disperazione che cresce quando entrano gli strumenti. Si sente l'emozione dei ricordi. Poi è solo passione incontrollata che viene urlata, cantata, sognata. La musica trasporta i sentimenti mentre si alterna alle grida roche soffocate dal dolore per andare a sostituirsi alle parole come se fosse vento. Poi è solo disperazione.

Increbile romantica: il racconto di un amore. Gli assoli di chitarra e di piano che si alternano accompagnano le parole come se fossero una lettera destinata a lei. Lei che è ancora nel cuore, ma lontana. I violini raccontano i sogni i pensieri, le riflessioni, mentre le corde del piano aprono ancora il cuore. Chiude Vasco, come salutandola. Sentita.

Brava Giulia: un'esaltazione. Unica non cantata da Vasco ma dal coro. Chiaramente qui musica e cantato vanno di paripasso. L'effetto è quasi ossessivo e dà alla canzone un significato del tutto diverso, come se Giulia si sia dispersa e non riesca più a trovarsi. Come se fosse nell'oblio. Un effetto strano.

Delusa/Habanera: se per questa canzone è pensabile in un remix techno per la discoteca, non lo è in versione classica. Il testo è troppo legato alla musica che l'accompagna e questo non è il suo mondo. Anche l'interpretazione è esattamente la stessa di vent'anni fa. Non si può trasformare in bianco quello che è nero. Un esperimento apprezzabile, ma non più di questo.

Jenny è pazza: Jenny, beh, è Jenny. Già perfetta di per sé. La sinfonia non può fare altro che esaltare l'interpretazione di Vasco. La voce di oggi la rende ancora più sentita che nella versione originale. Molti suoni non sono stati nemmeno cambiati, per quanto più di come già era non si potesse fare. L'esplosione prima del finale aumenta il battito del cuore. E la pazzia si assapora, si tocca con mano, incupita, preoccupante, triste. Alla fine Jenny vuole solo dormire, ma...

Laura: un allegretto. Ma come potrebbe non esserlo. L'interpretazione anche in questo caso è simile all'originale. L'accompagnamento musicale diventa quasi predominante e non dovrebbe. Sono le parole ad essere importanti.Probabilmente anche questa avrà più senso dal vivo, in teatro. Chiusura da carillon.

Divertimento/Sally: come per Jenny, non si può cambiare un capolavoro. Voce e pianoforte sono la sua anima. Il resto, leggero, diventa solo il contorno colorato di un'opera unica e perfetta. E' Vasco l'anima di questa canzone e qui c'è. Solo e unico. Cosa vuoi che ti dica io... senti che bel rumore.

Un senso: chiusura malinconica. Stesso discorso di Sally. Quando sono le emozioni a parlare, la musica è solo un accompagnamento. E cosa più di violini, pianoforte e arpa lo possono fare? Vasco la canta come nell'originale e l'arrangiamento è fatto su di lui per esaltarne l'interpretazione. Una perfetta unione di musica e sentimenti. Un altro pezzo di Noi.

Io ho analizzato l'album. Secondo quello che ho sentito e provato. E' chiaro che questo progetto è un'altra cosa, una storia unica raffigurata dalle "tante donne" di Vasco raccontate in un balletto, con un suo filo logico e una sequenzialità studiata per altro. Io non entro in quel campo. Io rimango solo con le mie emozioni.
 


 


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