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27 Marzo 2012
 

L’alba chiara dell’altra metà del cielo

di Alessia Cruziani

MAI avrei creduto che una canzone “riadattata” potesse far nascere in me queste nuove emozioni. E’ come se non l’avessi mai ascoltata prima, come se fosse qualcosa di nuovo, maledettamente magico ed etereo.
Un brivido lungo la schiena, quel formicolio alla pancia che non so arrestare, quasi come la forza di una lacrima che vuole uscire per vedere se è davvero possibile che qualcuno stia cantando con tanta delicatezza.
Una sinfonia di violini intorno ad una voce rock… ed è la sospensione dei pensieri, le pirolette di ballerine immaginarie… Subito inizio a sentirmi leggera, tanto che posso pure cominciare a credere mi stiano spuntando le ali… E quelle emozioni che sento vibrare dentro diventano quasi commozione.

Una nuova Alba... ha inizio.

Più la canzone procede, più sento nascere dentro di me un’euforia che non si arresta. Non riesco più a stare ferma, i pensieri ballano incantati dalla melodia e la delicatezza sull’immaginazione di tulle colorati e passi di danza che passano da semplici “chassè” a eleganti “ gran jetè” iniziando a riempire l’aria intorno.
...La luce Chiara inebria l'atmosfera.

Le guance mi si colorano di un rosso tenue, mi nasce un sorriso timido e spontaneo… E adesso non mi stupirei se mi ritrovassi anche con in mano una mela…!

Una piccola Eva assorta nei problemi, nei pensieri… Un soave camminare per le strade di un paese senza nome… per poi perdere tutto e ritrovarlo solo dentro di me quando, con un gesto deciso, lascio tutto il Mondo fuori.

Per aprire le porte di quel posto segreto, che in pochi conoscono, che sarà mio e nostro per un po’…solo mio, solo nostro.

Tra la delicatezza di una mano timida e sospiri di sensazioni nuove…

L'aria ora è fresca.

E quando la canzone termina, ho ancora voglia di sognare e di sentire ancora quelle emozioni sublimate da un tocco nuovo.

Un’anima rock che entra a La Scala non per le vie secondarie, non in punta di piedi dentro scarpette dalla punta gessata, non passando dietro le quinte, ma imbracciando violini come fossero chitarre elettriche.
Un’anima rock pura, pronta a emozionare con quella voce roca e passionale, vera e cruda. Pronta ad abbracciare corpi sinuosi di donne che interpretano mille altre donne, mille storie e mille volti nascosti dietro nomi ormai famosi…

Dalla sognatrice di “Albachiara” alla tenera amante di “Gabri”, passando per le voci di una Susanna inebriata e inebriante… per poi toccare una Giulia forte, una Laura mamma e trovare un senso… a tutto quello che le donne rappresentano pur senza mai parlare troppo di loro stesse. Immaginando…riflettendo…emozionando con gesti leggeri e sorrisi nascosti.

E siamo solo all’inizio di una rinascita nuova. Perché c’è chi, come Vasco, riesce a reinventarsi sempre, pur senza mai perdere se stesso.
 


 


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