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13 Luglio 2012
 

Intervista al settimanale CHI - LUGLIO 2007

1- Dopo trent’anni di carriera e centinaia di concerti come ti spieghi ancora tanto amore da parte del tuo pubblico?

Non me lo spiego…me lo godo.

Hai detto: loro non sono loro e io non sono quello che si esibisce sul palco. Che cosa vuol dire?

Non ho mai detto una cosa del genere. Ho detto più volte che quello sul palco è solo una “parte di me”..una proiezione artistica.
Un personaggio ideale descritto e definito dai testi delle canzoni. Lui è una rock star bella e maledetta io sono una persona molto più complessa e contraddittoria. E molto meno spettacolare.


Sei mai stato fuori da un concerto di Vasco Rossi a vedere che cosa succede? A guardare in faccia i tuoi fan? Ne verrebbe fuori una bella canzone.

Non posso “stare fuori” quando devo “stare dentro”.

Quelli rimasti fuori cantano e piangono e si emozionano proprio come quelli dentro che hanno pagato il biglietto. Scommetto che neanche ci pensi eppure alcuni potrebbero essere i tuoi figli

Il loro entusiasmo è la mia energia.

5- Che effetto ti fa essere ancora oggi il numero uno della musica Italiana?

Se volevo essere il numero uno mi sarei iscritto a una corsa.
Vedere che le mie canzoni arrivano al cuore di tanta gente oggi è la mia più grande soddisfazione. Ma non è una gara è una forma espressiva. Non ci si sente mai arrivati.

Ramazzotti anche riempie gli stadi ma lui ha un grande successo anche all’estero. Tu perché non ci vai?

Bè Ramazzotti è molto più bello.
Io non canto in inglese e neanche in spagnolo.
Il rock in lingua italiana è difficile da esportare all’estero. Sarebbe come voler esportare la cocacola. La grande conquista è stato riuscire a fare del rock in italia con questa credibilità e questi grandi risultati .Oggi i grandi nomi del rock mondiale fanno molta meno gente di me. E questo è un fatto molto significativo. All’estero ci vado volentieri in vacanza….anche da me.


7- Il tuo repertorio va dal rock alle canzoni melodiche. Il tuo pubblico, appena attacchi una canzone, continua a cantare dimostrando di conoscere tutto il tuo vastissimo repertorio. E’ stata la tua grande produzione musicale a creare il mito o Vasco tra un concerto e l’altro si concede poco proprio per nutrire il mito?

Le mie non sono canzoni melodiche, sono ballate rock.
Non ho alcun interesse ad alimentare un mito che mi sembra già anche troppo esagerato.
Non amo le ribalte televisive e i salotti.
Tra l’altro ho una vita interiore molto turbolenta e complicata che fatico a gestire e spesso ho bisogno di solitudine e di silenzio.
Poi penso che sparire ogni tanto faccia bene… a tutti.
Uno che scrive e canta canzoni è meglio ascoltarlo che conoscerlo.
È giusto che ognuno se lo possa immaginare come vuole.
Capisco che la curiosità alimenta molto l’immaginazione e questo mi diverte.
Vasco tra un concerto e l’altro si concede alla propria vita privata alla creatività e alla preparazione di nuovi progetti. In realtà non sto mai fermo.


8- Hai deciso di lanciare la canzone “Basta poco” soltanto via Internet perché tutti potessero usufruirne. Un atto di generosità o un brano a cui credevi poco, soltanto per dare un giudizio negativo sulla televisione di oggi?

Volevo fare un esperimento e anche una provocazione. Alla discografia e alle coscienze.
I miei non sono giudizi. Sono ironiche fotografie della realtà che vedo.


Che cosa ti ha convinto a intervenire telefonicamente a Viva Radiodue di Fiorello?

Amo Fiorello. ci conosciamo da tempi… “non sospetti”!?
È di una simpatia travolgente, spotanea e mai cattiva. Il suo programma viva radiodue è la più bella trasmissione dai tempi di alto gradimento. Poi volevo che rimanesse solo il papa a non averlo chiamato!


10-Gli uomini politici fanno a gara per andare in radio o in televisione. Da che parte stai, Berlusconi o Prodi?

Dalla mia.

11-Hai simpatia per i radicali. Il Pannella di oggi ti convince ancora?

Pannella è un grande uomo. Le sue battaglie per i diritti civili sono e sono state fondamentali per la società italiana.

12- Parlando con Fiore hai detto: mentre scendevo dalle montagne ho pensato…Dove vivi adesso e qual è la giornata di Vasco quando non è sul palco?

Vivo sulle colline in una villetta in mezzo al verde. Niente di hollywodiano ma molti boschi intorno e un fantastico silenzio. Quando non vado in studio o non sono in fase creativa leggo, ascolto musica e guardo mio figlio crescere.

13-Stai con Laura da vent’anni. Questo vuol dire che hai smesso di essere maschilista e il tuo rapporto con le donne è pacificato?

Non ho mai avuto problemi con le donne solo con le stronze!
Laura è una donna moderna. Sà quello che vuole anche se non ha mai avuto bisogno di essere femminista. È un diavoletto con la faccia angelica. Giovane e piena di energia non si lascia troppo contagiare dai miei altalenanti umori e mi mette sempre allegria.


14-Perché non hai ancora deciso di sposarti?

Non amo i legami contrattuali. Preferisco sentirmi libero di rinnovare ogni giorno l’impegno.

15-Hai tre figli, Luca, avuto con Laura e Davide e Lorenzo. Che padre sei?

Un padre modello ..anzi cantante!

16-Come ti comporti se vieni a sapere che uno dei tuoi figli si è fatto uno spinello?

Non mi scandalizerei di certo. Conosco benisimo gli effetti che producono. Non sono più pericolosi dell’alcool. Sono altre le droghe dalle quali stare alla larga. E questo gliel’ho spiegato molto bene.

17-Luca e Laura rappresentano il tuo punto fermo, la tua famiglia. Sei sicuro di non mancare mai nei confronti degli altri due?

Nei confronti degli altri due sono mancato per forza. Non sono cresciuti con me e non per mia scelta. Comunque ci sono sempre stato e ci sono quando hanno bisogno.

18-Quali sono le cose fondamentali che cerchi di insegnare ai tuoi figli con l’autorità di un genitore?

A rispettare gli altri e se stessi.

19-Memore delle tue passate disavventure, ce l’hai un consiglio da dare a tutti quelli che non vogliono finire davanti alla scrivania di Woodcock?

Bisognerebbe chiudersi in casa e tenere anche le finestre chiuse. Altrimenti il diritto di cronaca del paparazzo di turno potrebbe documentare anche quando vai al cesso. Poi, alzi la mano chi non ha mai fatto qualche sciocchezza. Comunque sono altre le cose che contano, anche nel mondo dello spettacolo.

20-Prima di ogni tour pesi 95 chilogrammi e a forza di jogging ti rimetti in forma per tempo. Eppure continui ad avere l’idiosincrasia per le fotografie e fai spettacolo tre ore con gli occhiali neri. Finirai mai di nasconderti?

Non mi nascondo. Gli occhiali sono un simbolo che uso in due momenti dello spettacolo per un motivo artistico preciso. Tutto il concerto lo faccio ad occhi ben aperti e scoperti. Nella vita li uso spesso ma più per difendermi che per nascondermi.

21-Hai intorno amore da vendere eppure continui a sostenere di soffrire il mal di vivere. Da dove ti viene questa insicurezza cronica?

A quanto pare viene da dentro. È una sensazione di insoddisfazione e angoscia permanente. Mi viene tutte le mattine quando mi sveglio. Andare a sera spesso un sistema lo trovo per mettere sotto controllo i demoni che ho nella testa…è che poi devo tornare a dormire

22-I soldi che hai guadagnato, il successo che continui ad avere, la stabilità di una famiglia. Quale di queste cose riesce a darti serenità?

Non è che mi lamento.
Ma la serenità non viene da successo soldi o stabilità. È un equilibrio che và cercato all’interno di sé stessi forse cominciando proprio col non inseguire certi traguardi esteriori. I soldi mi servono per essere libero e indipendente. Il successo mi dà molta soddisfazione e la famiglia calore puro ma “ogni volta che viene sera…”


23-Vasco ragazzino attraversava orgoglioso la piazzetta di Zocca tenendo in mano il vassoio di pastarelle che il papà ogni domenica comperava per la mamma. Ce l’hai oggi un rito che riesce a farti sentire in pace con te stesso?

Se ci aggiungi anche che portavo le pecore al pascolo… il quadretto è perfetto.
Non sono mai in pace con me stesso.



Ornella Ferraro
 


 


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