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28 Gennaio 2011
 

Il Carceriere

di Pierpaolo Lella

Inebriato e impressionato da una mole così invitante quanto temuta, era stretto in una morsa, circondato e avviluppato lungo tutto il suo corpo senza possibilità di muoversi. Dove sarebbe finito, nessuno poteva saperlo. Quale sarebbe stato il suo destino? Il suo avvenire nelle mani di chicchessia.. Intristito dall’incertezza tentò un approccio col suo vicino..Quale la differenza tra carceriere e carcerato?Quale?.. Entrambi vicini nello stesso luogo scuro e temperato. Diversi ma protagonisti di in unico cammino..un’unica strada..ma verso dove?

«Da dove vieni?» «Vivevo in campagna, il sole, il vento..era bello..era tutto diverso…anche io ero diverso» rispose il carcerato.

«Tra un po’uscirai da qui!». Il carcerato impallidì «Come posso fare ciò che dici?». Il carceriere sorrise «Usciremo insieme stanotte, ma devi utilizzare tutta la tua forza e sarà facile come bere un bicchier d’acqua…». Il carcerato rimase immobile e pensieroso per le ore seguenti. Pensava a come sarebbe stato bello di lì a poco assaporare il profumo della libertà, l’aria fresca e pulita, il calore del sole sul suo corpo ormai così diverso da quello che era un tempo.

Le ore passarono lentamente. Venne sera. Tutto era pronto. Le forze recuperate nelle ore precedenti potevano liberarsi in un’unica spinta verso la libertà. Tutto era pronto ma..ad un certo punto, ahimè, il buio venne squarciato da una luce fortissima alla quale i due non erano certo abituati. Videro delle ombre in controluce, delle voci vicine..sempre più vicine..era oggetto di una scelta..loro o altri come loro. Una delle ombre scelse loro, li prese e li portò via con sé…Un attimo..una sala..tanta luce..tanta gente..molto brusio..Ci volle poco..il loro progetto di fuga era svanito. Il carceriere moriva dalla paura. Andava incontro ad un destino che già gli avevano raccontato mille volte quando era piccolo, come quelle storie dell’ uomo nero che torturava senza scrupoli!Ed ora l’uomo nero era lì vicino a lui e lo tirava per.. il collo!! Il carcerato era subito dopo di lui! La tortura arrivò fredda come l’acciaio. La punta entrò nella testa del povero carceriere senza fatica, senza resistenza. Il carcerato capì che per il carceriere non c’era più niente da fare e per lui ormai in un modo o nell’ altro la libertà era a due passi. L’avrebbe assaporata con tutto sé stesso. Nello stesso momento capì che il carceriere era andato incontro al suo destino da eroe. Aveva preservato l’incolumità del carcerato fino alla fine, a testa alta. Qualche secondo ancora e del carceriere non vi era più traccia. L’aria entrò veloce e fresca e il carcerato finalmente potè respirare. Era felice. Ora gli era tutto chiaro. Assaporare la libertà ed essere a sua volta assaporato, apprezzato nel breve volgere di un attimo, nel veloce distendersi di un sorso.


Protagonisti in ordini di apparizione:

Il Carcerato: Sua eccellenza.. il Vino

Il Carceriere: Un tipo goffo, basso e fatto di.. sughero

Le ombre: Gli assetati avventori persi nella voglia di bere

L’uomo nero: Un cavatappi senza scrupoli



di Pierpaolo Lella
 


 


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