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20 Marzo 2012
 

Da Verdi a Rossi: una Scala che porta all'altra metà del cielo.

di Salvatore-ilNero-Martorana

Si conferma un numero 1.

Ma anche il 2, il 3 e il 4... per il resto c'è bagarre!

234 come gli anni di vita del Teatro alla Scala di Milano.

Maria Teresa d'Austria, nell'inaugurarla, avrà mai pensato che un ragazzo del popolo, nato nel Ducato di Reggio e Modena, avrebbe portato dei così teneri ritratti delle donne? Magari, chissà, fosse nato nel 1752, il ribelle Vasco Rossi, avrebbe stornellato all'Imperatrice, cogliendo nello sguardo severo lati intimi da non svelare. Meglio così, probabilmente l'imbarazzo provocato dall'irriverente musico avrebbe irritato a tal punto la donna da farlo fucilare!

Il primo a rappresentare le proprie opere fu un certo Salieri.

Salieri, Salieri, Salieri... ricorda qualcosa, vero? Non è il toro di Concordia, ma il compositore di Legnago, acerrimo rivale di Mozart. Il suo motto era:"Prima la musica e poi le parole" (Forse qualcosa di Solieri c'è, allora). Stilare una gerarchia è deleterio, la musica e le parole devono danzare armoniosamente, senza pestarsi vicendevolmente i piedi. Salieri, comunque, inaugurò una serie di Prime che dopo due secoli ancora fanno notizia e cultura.

Dopo Salieri venne Rossini. Qualcosa ancora ci ricorda: Rossini, Rossini, Rossi-ni!

Poi giunse il primo ritrattista di donne, Donizetti. Vennero musicate Chiara e Serafina, Lucrezia Borgia, Gemma, Maria Stuarda e Maria Padilla: donne sanguinarie, passionali, forti, vendicative.

Ad accompagnare la Scala alla soglia del Novecento ci pensò Verdi, il compositore dell'Italia Unita, con Nabucco, Giovanna d'Arco, Otello, Falstaff. Sono Prime di personalità immense, uomini che hanno dato prestigio al tumultuoso e confusionario stivale. Salieri, Rossini, Donizetti, Verdi, in un modo o nell'altro richiamano Rossi e la sua opera sulle donne.

Da Verdi a Rossi, tramite i bianchi lenzuoli che coprono i sinuosi corpi di Desdemona, Jenny, Sally, la Turandot e la Madama Butterfly di Puccini.

Verdi, Bianchi, Rossi: colori di una Italia al plurale, tesa all'innamoramento. Una bandiera, dall'asta sempre rigida, che gode nello sventolare in quella parte del cielo, la cosiddetta altra metà del cielo.

Un pensiero passa per la testa di Verdi, ed è la Nostalgia. La nostalgia del Va Pensiero, il canto struggente di un popolo che cerca un contatto immaginario con la propria patria, un popolo schiavizzato, vinto, battuto. Rossi ha intercettato quel canto e lo ha fatto proprio di una donna segnata dalle rughe dell'esperienza, una donna che ricorda il volto di seta della giovinezza, una donna già stata punita per ogni sua debolezza.. Dietro la collina, c'è spazio ancora per la speranza, per la vitalità, per la primavera, per il riscatto. Albachiara, Silvia, Susanna, Gabri, Giulia e Laura non vogliono più dormire, ora vogliono ballare. Ballare su questa terra è troppo pesante, c'è la gravità che succhia. Conviene prendere una Scala, quella che porta verso "L'altra metà del cielo".
 


 


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