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27 Dicembre 2012
 

Vasco ci prende e ci porta via

di Daria Sheina (Vascova)

"Muoviti! Salta su! Questo è un treno che non passa che non passa più!!!"

Sulla "freccia Rossi" che va "veloce come il vento" c'è posto per tutti, per ogni "generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi", ma ha le stesse fragilità, malinconie, paure, insicurezze o speranze. C'è chi ha intrapreso questo viaggio spericolato trent'anni fa e c'è chi è appena salito per partire in direzione delle emozioni.

Si va al massimo sui binari che uniscono e completano in un'unica ferrovia i lati opposti dentro di noi e non dividono tra buoni o cattivi, giusti o sbagliati... perché nessuno è perfetto se è umano.

Proprio come i protagonisti del romanzo "Ti prendo e ti porto via" di Niccolò Ammaniti che hanno catturato a lungo l'attenzione di Vasco: le persone che sbagliano, qualcuno neanche impara mai niente convinto di essere sempre nel giusto e qualcuno che sa che nella vita tutto passa, come in un fiume, anche le cose che sembrano impossibili da superare.

Vasco trasforma in arte quello che percepisce nell'aria e rispecchia le sensazioni, le situazioni che poi ognuno sente addosso in base alle proprie esperienze. Mette a fuoco insieme passione ed ironia, come nell'omonimo brano cantautoriale che interpreta il sentimento del libro: "Starti vicino sì a volte capita di... di sentirsi un pò in forse... ma tu li baci tutti e lasci tutto com'è!" Questo è il miracolo della sua musica che entra subito nelle vene e si scioglie nel sangue facendo esplodere tutte le energie vitali. L'oppressione, il buio dell'anima, le ansie si dileguano grazie alle "sensazioni forti" prodotte non dalla droga o dall'alcol, ma dalla potenza del rock!

"Non volevo più trofei perché considero già un premio fare canzoni che colpiscono diritto al cuore", ha raccontato Vasco dopo aver vinto per la terza volta il Festivalbar 2001 con "Ti prendo e ti porto via". E lui colpisce eccome!! sempre, ogni volta... con le canzoni che entrano dentro come proiettili e rapiscono il corpo e l'anima. Graffiano, provocano, stupiscono e commuovono, infrangono le solite contrapposizioni tra il bene e il male per arrivare alla sincerità interiore assoluta. Grazie al suo straordinario talento psicologico giunge alla profondità originaria dell'individualità umana, va in direzione del singolo uomo, della sua coscienza personale... sovvertendo fazioni o definizioni categoriche.

Insieme al komandante è un viaggio di scoperta continua... la scoperta di noi stessi, del senso di ogni cosa. L'ironia e la sincerità sono il motore del suo treno, mentre l'amore è il carburante. Come sulle montagne russe si sale ad alta velocità in alto verso la vetta dell'allegria euforica e poi si corre impetuosamente negli abissi della malinconia viscerale, si arriva negli angoli più segreti ed intimi dell'anima, si attraversano i paesaggi nudi e crudi della spietata realtà, si affrontano le lunghe gallerie dell'ipocrisia e del vuoto esistenziale, si passa in mezzo alla pioggia e al sole sui binari paralleli di mestizia e gioia.

Il treno ha attraversato i decenni, addirittura due secoli, partendo dall'epoca quando fare il rock in italiano era quasi un'eresia, è riuscito a superare i bastoni che gli mettevano fra le ruote scappando con abilità da tutti i posti di blocco, e più lo volevano fermare più correva veloce "contro tutto contro"! Ormai a bordo ci sono tanti passeggeri... "ognuno col suo viaggio ognuno diverso" e con l'irresistibile voglia di sognare ancora.

Vasco ci prende e ci porta via: "Si parte al fischio di un treno chiamato desiderio senza bagagli e senza biglietto di ritorno"...
Adesso... insieme nel 2013!! Buone Feste, komandante, con l'augurio di tanta salute e nuove "diavolerie" per varcare sempre gli orizzonti più lontani. E grazie di non esserti mai fermato.

Daria Sheina (Vascova)
 
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