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6 Agosto 2012
 

La luna

di Arcangelo Ark Tangorra


"La Luna", il nuovo singolo scritto da Vasco Rossi per la Divina Nazionale, è qualcosa di semplicemente straordinario, sia nel testo che nelle atmosfere. In quel piccolo grappolo di minuti si ha la sensazione di vivere, in un'unica notte, tutte le fasi di un'evoluzione che accompagna un'intera esistenza. Malinconica, soffice, bianca nelle intenzioni e nera (come se fosse assente) nelle conclusioni, che vengono lasciate sospese, in attesa di una nuova fase. Strabiliante, virtuosa, peccatrice, riflessa e splendente di una "bellessa" con picchi musicali di assoluta intensità emozionale, non è difficile immaginarla scagliata nella bolgia intimista di un live, a seguire l'onda di tanti altri successi inanellati, uno dietro l'altro, come una fila di perle non coltivate.

Patty Pravo è esattamente come descritta, per quanto riguarda questo brano; brilla di luce non sua, ma solo in apparenza. Per poter ottenere quell'effetto di catarifrangenza dalle sfumature inconfondibili, occorre indossare classe pura e inarrivabile, oltre che inimitabile. Nessuna incertezza, nessun appoggio insicuro, accompagnata (in maniera appena percettibile), in alcuni punti, dalla voce di Vasco, sale nel cielo con la grazia che tutti conosciamo, e le riconosciamo da sempre.

Sorge, vive e tramonta, lasciando alla fantasia il solo compito di incastonarne quel transito celeste, in quel cielo che le è naturale da sempre.
Irriverente e vestita di quella fantastica luce blu che lo stesso cielo le conferisce, in una perfetta simbiosi di riflessi che nulla hanno a che vedere con qualche cosa che abbia sapori artificiali.

Incredibile e romantica (tanto per citare...), spogliata dai lustrini della società e rivestita da cruda realtà, Vasco sembra voler dare ragione a quei giornalisti (e a quegli pseudo-scrittori "tuttologhi"...) che sostengono che il segreto del suo enorme successo sia nascosto nella ripetività dei concetti. Però, essendo da sempre in controtendenza, la ragione gliela consegna al contrario.

L'unica ripetività del "Fenomeno Rossi" si annida nell'impressionante catena di successi sempre rinnovati, e senza alcuna possibilità di ripetizione, neanche per errore. Come dire che, ogni volta, è una promessa mantenuta.
Primo dappertutto, senza colleghi né rivali, ogni volta che mette mano a qualcosa la trasforma in un nuovo e irripetibile episodio della sua straordinaria carriera artistica.
Un uomo che ha saputo fare dei suoi stimoli il carburante del motore della rincorsa all'eterna innovazione, sempre almeno mille passi avanti a tutti, e mai fermato (né rallentato) da nulla.

Un leone che caccia e ruggisce senza sosta, a ogni ora del giorno e della notte.
All'unica condizione che, nel cielo, splenda "La Luna".
 
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