Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 
 
25 Luglio 2011
 

La creazione della donna. (Storia di una costola)

di Salvatore-ilNero-Martorana

Un lento e inesorabile valzer solitario, sotto la complicità bonaria del sole nascente.
Il silenzio prese il largo, mentre in spiaggia la vita si era data appuntamento con l'aurora.
Il vento, intanto, soffiava la prima carica al creato affinchè creasse.
Guardiano dell'armonia, un uomo.
Gli occhi blu, vispi e curiosi, schizzavano sguardi al ritmo del canto degli uccelli.
Le mani, affossate nella sabbia, parevano cercare, fanciullescamente, un richiamo nostalgico con l'utero materno.
Aveva passato la notte nel tormento, nel provare a riempire col nulla il vuoto che non concepiva.Lui, che niente aveva mai avuto, sentiva la mancanza di un qualcosa da sempre suo.
La malinconia irrazionale narrava la storia del mattino con voce grave e saggia.
Ad un tratto la ruota si bloccò e la vita venne scaraventata nella tela del cielo immobile.
Uno schiocco profondo e veloce anticipò le urla disumane dell'uomo.
Le mani ruppero il cordone ombelicale con la terra e lanciarono saette di dolore al cielo.Il corpo entrò prepotente nella quiete dello spirito.
La coscienza dell'esistenza arrivava così da strade tortuose, dall'interno.
La costola dell'uomo si ruppe e la vita riprendeva il canto di festa.Il dolore, l'unico ad avere le chiavi della bolla di vuoto che turbava l'uomo, spalancò le porte e, come acqua nel sottocoperta della nave affondante, tutto si riempì in un baleno.
Non sentì più la mancanza ma solo il passo timido di un qualcosa alle sue spalle.
Voltandosi vide disegnata l'armonia, riportata fedelmente in carne da odori, sfumature, sensazioni che la poesia della natura spargeva nella sfera del sensibile.
Camminava elegantemente, aiutata dal timore e l'imbarazzo.
L'uomo trovò in lei il ricordo del vuoto e la sensazione del dolore.
Sapeva di avercela dentro da sempre e ne fu da subito attratto.
Lei sentì lo stesso, tanto da avvicinarsi lentamente all'uomo, fino a sedersi di fianco.
L'uomo e la donna si ritrovarono e il cerchio si chiuse, componendo un altro anello della catena dell'eterno.
Il fuoco, l'ultimo elemento mancante, avvolse la coppia e il bacio, atto incomprensibile, divenne il punto focale del quadro, tra caos e destino.
L'estasi del secondo mise il tarlo del divino in testa ai due, alla ricerca estenuante del paradiso perenne dei sensi e dello spirito, mentre un sensuale e suadente movimento di chi solo può strisciare sibilava canti di sirena, tentazioni velenose e maledette nelle quali dolce è il naufragare.
Il vento innervosito diede una scossa e scrollò le ossa indolenzite dell'albero.
Ai piedi della coppia cadde una mela.La prese lei e senza pensarci troppo le diede un morso deciso.
Poi lo fissò e gliela porse, nascondendosi dietro un sorriso malizioso.
Lui capì ma prima voleva capire la prima e ultima cosa: "Come ti chiami?""
Il mio nome è Sally... ma ora mordi, ti prego"


Salvatore-ilNero-Martorana
 
Tutte le news


 


Segui Vasco su: