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28 Maggio 2022
 

È L'UNDICESIMO COMANDAMENTO!

E Milano trema. E no, non ci siamo arresi. Abbiamo atteso di poterci stringere intorno a te, di poter cantare dentro un boato, di sorriderci potendo vedere le nostre bocche fameliche di normalità mentre accadeva qualcosa di eccezionale. 80mila persone, di nuovo strette strette e non costrette, hanno partecipato e non assistito, hanno cantato con un'unica voce che insieme alla tua aveva il sapore di una liberazione. "Dalla solitudine alla festa" diceva sempre il tuo amico don Gallo. Ecco. Una transizione emotiva fortissima che, tra luci, sguardi, vibrazioni, è avvenuta tra il "dolce, caldo, morbido" e il "c'è chi dice no!".
Tra il "passami l'asciugamano, quello bianco lì sul divano" e il "se la guerra poi adesso, cominciamo a farla noi!". Tra i ricordi e l'oggi, come se il tempo non fosse dilatato ma i miei tredici anni si fondessero con i quasi 42 che ho adesso. In un unico spazio tempo scandito solo dalle tue canzoni. E allora per trovare "un senso" abbiamo urlato "senza rimpianto!!!" e abbiamo cantanto "l'amore l'amore l'amore l'amore" ripetendoci che è proprio quello, l'amore, a salvarci da ogni difficoltà della vita. Anche l'amore per la musica, per le tue canzoni, che ci salvano tante piccole volte da tanti anni, sparate in cuffia o a fare tremare la macchina o i muri di casa. "Prendimi l'anima ma.. ridammi la radio!!!" Cazzo ridatecela! Ma a voi la radio non manca? A me tanto. Che avevo pronta la cassetta vuota e quando davano le sue canzoni o le sue interviste schiacciavo REC e così si poteva fermare il tempo per riviverlo in "rewind" anche dopo dieci anni.
Ora siamo nell'epoca di facebook, dei social, ha ragione Vasco a ricordarcelo in qualche canzone "riadattata" ad hoc. E se posso dire... Tanto lo dico... L'unica che cosa che avrei voluto e mi rendo conto non possa più avvenire è vedere 160 mila mani alzate verso il cielo, in uno sballo ravvicinato del terzo tipo come lo abbiamo già vissuto e non 60 mila schermi di smartphone (facendo una stima al ribasso) a registrare ciò che si può vivere adesso e pienamente e non domani su quello stesso schermo. Ma sono cambiati i tempi, questa cosa è irreversibile. "Bisogna arrendersi all'evidenza", su questo mi sa che è così.
Ma riprendiamo il ritmo, che ho divagato.
"Siamo qui, siamo vivi". Cristo, lo abbiamo urlato come fossimo dei sopravvissuti. Lo siamo davvero, per questo lo abbiamo urlato così forte. Ogni volta ci rendiamo conto "che il tempo vola e che la vita poi è una sola". Ed è stupendo urlare ogni volta "noi siamo ancora qua! E.. già!" Oggi con ancora più consapevolezza rispetto a due anni fa.
Adesso il suono della batteria si fa veloce e fortissimo, la chitarra elettrica viaggia in un onda tutta sua, il basso scandisce ogni emozione. Esplode il palco, esplodono le casse, gli schermi, le luci e i colori, i fuochi d'artificio per un tempo che mi è sembrato infinito.
"Siete fantastici!!" Anche tu Vasco. È fantastico RI - trovarci insieme.

Viviana Correddu
 
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