un gran bel film quello di Davide Beltrano ..ci vediamo a Torinoooo
Un nuovo tour, questa volta negli stadi di tutta Italia!! Vasco ritorna, in spazi enormi, torna in estate e con un nuovo disco.
Il tour viene annunciato, prima ancora che il nuovo album si mostri davanti agli occhi e alle orecchie di tutta Italia. Ma basta questo, per far andare i biglietti già letteralmente a ruba. San Siro, 4 date, un record mondiale, mentre Roma vede raddoppiarsi e il tour, inoltre, vede la presenza ancora di Messina e di Venezia al festival rock dell’Heineken. La data zero viene decisa più avanti, è Ancona, una città che conosce Vasco molto bene. L’album esce il 29 Marzo e in pochi mesi è disco di diamante, mentre a Maggio partono le prove e tutta la band è chiamata all’ordine. C’è subito una sorpresa, un matrimonio, un atto d’amore fra Stef Burns e Maddalena Corvaglia, fan sfegatata di Vasco, i due si sposano e l’officiante è lui, Vasco! Tutta la band così, prende un giorno di sosta mentre la scaletta viene modificata ad arte per completare il tutto.
Il 5 Giugno è tutto pronto, Vasco si esibisce ad Ancona ma già alcuni giorni prima regala un mini-concerto a pochi intimi. Comunque sia il 5 Giugno ad Ancona, è una giornata da “leoni”; pioggia, vento, un clima atipico vista la stagione. Il palco che si mostra davanti ai primi spettatori è incredibile, mastodontico, una torre di Babele, con scenografie incredibili. Il concerto è una data zero e il pubblico rimane sorpreso, incantato da un nuovo show con tantissime novità mai viste prime negli spettacoli di Vasco. Nuovi pezzi, un nuovo Vasco ma l’energia rimane intatta. L’organizzazione fuori è incerta, come in ogni data zero, ma dentro tutto gira alla perfezione. I pezzi nuovi sorprendono, mentre ogni altro pezzo storico è collegato al concetto base di questo tour: Vivere o Niente, senza mai mezze misure.
Dopo Ancona, prova generale del Kom 011, Vasco e la combriccola si recano a Venezia (Mestre)! Intanto una notizia frena gli entusiasmi di tutti i fans, il concerto di Messina non ci sarà per colpa di un muro di contenimento di cemento, crollato a Maggio e ricostruito in maniera sbagliata. La data viene annullata e non vengono prese decisioni imminenti! Il tour perde improvvisamente una tappa, mentre il Sud rimane senza il suo spettacolo!! Così a Venezia, si presenta un Vasco un po’ amareggiato ma sempre con la solita grinta. Il festival Heineken del 2011 verrà ricordato per il flop di pubblico in tutte le date, tranne in una, quella proprio del Blasco!! Più di 40000 spettatori invadono il parco di Mestre, godendo di uno show straordinario e sempre più collaudato. Via le incertezze e le insicurezze di Ancona, della data zero, e spazio alla perfezione musicale della band e di un Vasco che pigia fortissimo sull’acceleratore.
Dopo Venezia, arriva il clou del tour, arriva Milano, San Siro, lo stadio in cui nel 1990 si fece la storia della musica italiana, con Vasco primo artista italiano ad esibirsi allo stadio Meazza!! Questa volta c’è anche un nuovo record, 4 date!! La prima data è attesissima, forse la data più attesa di tutta la prima parte del Tour. Vasco è chiamato ad un’ennesima prova del “9”. Possiamo solo immaginare, cosa avrà pensato, prima del concerto, a risalire quei gradini, a ripensare a tutta la sua storia e a riaprire gli occhi e ritrovarsi “ancora qua”, ancora in un mega bagno di folla! Già dalle prime ore del mattino, i cancelli sono già pieni di gente mentre la giornata a tratti e nuvolosa e a tratti è soleggiata ma è pervasa comunque da un grandissimo caldo che si innalza sulla grande anima umana pronta finalmente, a vivere una nuova favola “milanese”. Il concerto della prima sera è sempre quello più atteso, quello dove la band è meno tranquilla, ma si sa, “le cose non sono mai come te l’aspettavi te”. La band è perfetta dall’inizio alla fine, Vasco sembra scatenato, ha una marcia in più, si muove con disinvoltura, canta le canzoni con ancor più rabbia e cosi, la prima sera vola via. La seconda serata, Vasco è ancor più “gasato”, ci ricorda che questo è il tour di “Vivere o niente”, poi parla della situazione in Italia e alla fine precisa che il “medley dance” è una sorta di sfida, perché il rischio e le cose nuove non gli fanno paura e a vedere i risultati, come dargli torto?
Dopo le due date c’è una pausa di alcuni giorni, proprio per recuperare un po’ di energie. Si riparte così il 21 Giugno con la terza serata, la più calda (come temperatura) di tutte. Vasco ormai viaggia diretto, canta di più e parla un po’ di meno, forse perché San Siro sta recependo bene il messaggio e allora vuole correre e far godere la platea di una scaletta nuova e che pian piano sta conquistando anche i più scettici! La quarta serata è quella più triste, perché c’è nell’aria una strana atmosfera. Certo, di festa, ma questa volta si percepisce una sottile tristezza causata dal lasciare un posto così bello e significativo per la storia del Blasco. Comunque sia, Vasco, in questa serata tocca l’apice, regalando un concerto di alto livello a tutti i milanesi e agli spettatori di San Siro. Noi lo conosciamo, avrebbe voluto ancora fare altre 4 date e i numeri lo permettevano ma c’è bisogno di lasciar spazio anche (e a volte purtroppo) ad altri artisti. Comunque vada, il 22 Giugno segna la fine di queste 4 date a San Siro, un record impresso negli annali della storia della musica italiana.
Dopo Milano il tour, il 26 Giugno, dovrebbe far tappa a Messina ma per motivi, già spiegati, il tour prende una pausa e quella domenica diventa così, vuota e dannatamente triste per tutto il Sud, che dovrà aspettare ora settembre, per riabbracciare uno dei suoi idoli “assoluti” di sempre. Il tour quindi si ferma ma dopo pochi giorni riparte… e riparte alla grande.
Le ultime date di questa prima parte di tour si faranno a Roma, una città con un immenso amore nei riguardi di Vasco. Ci ricordiamo il “Palaeur” nel 1987, indimenticabile.. e poi il 1990; lo stadio Flaminio e poi ancora l’Olimpico, fino ad arrivare in Piazza San Giovanni, per il primo Maggio nel 1999 e 2009! Un popolo quindi, che ha fatto di Vasco un vero e proprio stile di vita. Il concerto viene preceduto da una notizia shock, di quelle che lasciano il segno! Infatti Vasco da un’intervista fatta ad Ancona con Vincenzo Mollica dichiara, che alla fine di questa tournée si “ritirerà” dall’attività di rockstar. Un annuncio che gela i fans, che spiazza un po’ tutti. Ma le parole di Vasco vanno pesate bene, infatti alla fine dell’intervista, regala una speranza; “quando finisce una cosa, è perché ne inizia sempre un’altra”!! Ritornando al tour e alla tappa romana che avanza, bisogna dire che in quei giorni tutta la band era carica e pronta per affrontare un nuovo bagno di folla. Vasco stesso, sente di dover dare qualcosa in più e nei giorni prima del concerto si carica nuovamente per farsi trovare pronto, carico, per far esplodere uno stadio immenso, l’Olimpico con altri 80000 spettatori in attesa!! Vasco ironicamente si presenta in tuta, lo stadio è stracolmo e la performance del Blasco è straordinaria. Il concerto risulta essere uno dei più belli, con il pubblico di Roma fra i più “caldi” di tutto il tour. C’è anche una sorpresa, Vasco canta “I Soliti” ed è un vera apoteosi di emozioni che si trascinano fino alla serata seguente. L’ultima data della prima parte del tour, come ci si poteva aspettare, è particolare. Il concerto è molto tirato, Vasco ormai sembra veramente di casa su quel palco mostruoso e la band suona precisa, senza nessun tipo di sbavatura, la professionalità è tutto per questi ragazzi. Il pubblico è un trionfo di colori, sensazioni, emozioni, un mix terrificante di gioia e speranza. Quando arrivano le note di Albachiara, tutto lo stadio sembra guardarsi negli occhi, tutti hanno in viso una certa tristezza, per una prima parte di tour che volge al termine. Vasco saluta tutti, dà appuntamento a fine agosto, quando la seconda parte comincerà da Torino ma prima ancora, forse, un’altra data zero per riassemblare il tutto.
Le luci cosi, pian piano si spengono, la gente ritorna a casa, ognuno con l’anima più leggera, altri con il cuore pieno di felicità estrema. E’ proprio vero che venire ad un tuo concerto è un po’ come confessarsi, solo che qui non ci sono preti ma c’è la musica! Si piange, si ride, ci si sfoga, si dà voce al nostro dolore, cosi dopo ritorniamo a casa più “leggeri” o forse, più eternamente illusi!!!
Davide Beltrano







