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8 Aprile 2015
 

SPARATEGLI ANCORA


SPARATEGLI ANCORA

Vasco è diventato il Rocker N. 1 e ci è arrivato grazie a una vita intensa fatta di precipizi e vette.
Chi lo giudica dovrebbe prima arrivare su quelle cime.
Dovrebbe avere lo stesso temperamento di chi, come lui, sa lanciare una sfida
"Facciamo una prova.
Vediamo come te la giochi,
se vivi tra due fuochi,
se cadi come un pollo,
O resti in piedi come Rocky."
Vasco ha messo in campo il suo entusiasmo, la sua grinta, la sua passione, la sua rabbia, la sua volontà, ha messo in campo la sua stessa vita fatta di amore e passione ("non sono perfetto lo so
ma sono pulito davvero"), di sofferenza e punizione ("qualche incidente di gioventù che ancora mi fa male") , di malattia e guarigione (e poi pensare che domani sarà sempre meglio") e soprattutto di musica (la moto pronta col motore acceso), una musica il cui ritmo è scandito da corde di chitarra, prima che da ogni altro strumento.
Pochi artisti sanno muoversi sul palco come fa lui perché il palco è la sua anima.
C'è chi sceglie di essere contestatore e lo fa puntando il dito
Lui ha scelto di essere un provoca(u)tore e lo fa aprendo le menti di chi, ingabbiato in una cella mentale, spesso non trova la via d'uscita.
Vasco è il padre fondatore di quel rock che in Italia mancava, ha rotto le barriere del perbenismo rilanciando il valore della diversità.
Ed è proprio questa la caratteristica del popolo di Vasco, la diversità.
Una moltitudine di persone culturalmente, socialmente e geograficamente diverse tra loro, non a caso ai suoi concerti ci vanno operai, studenti, intellettuali, falegnami, professori, idraulici, avvocati, commesse, agricoltori, notai ecc.
Non un popolo tutto tatuato, o tutto vestito uguale, o omologato all'artista che si esibisce.
E soprattutto diversi sono i suoi testi, fuori dagli schemi, frasi e parole sospese più vicini al "parlato" di quante se ne ascoltino oggi in certe canzoni rap e anche in questo ha avuto l'abilità di giocare di anticipo su tutti!
Quando si cita il nome "Vasco" sia che lo si faccia in una canzone che in un discorso, vale la pena inchinarsi o togliersi il cappello, perché, se gli sparate ancora, nessuno sarà in grado di sostituirlo, mettersi al suo posto e fare ciò che fa lui.
Melina Bomentre
 


 


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