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2 Luglio 2013
 

Vasco caricatore di anime

di Giada Bavetta

Vasco caricatore di anime

di Giada Bavetta




Ogni volta, già da giorni prima, non dormo la notte.

Ogni volta zaino in spalla, cappello, biglietto e sfrenata voglia del Komandante.

Ogni volta km da macinare.

Ogni volta ore ed ore di attesa fuori i cancelli.

Ogni volta parlare della propria vita con gente mai vista che però sembra che conosci da sempre.

Ogni volta birretta e panino.

Ogni volta che ci sia caldo, freddo, pioggia, vento, neve, grandine, fulmini o tempesta: NON ME NE FREGA NIENTE.

Ogni volta che aprono i cancelli…

Ogni volta uno scatto da centometrista per raggiungere la meta, il sottopalco. Con la security che mentre corro mi dice di andar piano ma d'altronde non sanno che vuol dire per me VASCO. In quel momento nemmeno Usain Bolt potrebbe raggiungermi.

Ogni volta spalle poggiate alla transenna conquistata e vedere lo stadio che si riempie.

Ogni volta migliaia di persone dietro di te.

Ogni volta…”da adesso bevo poco sennò devo andare in bagno”.

Ogni volta…”dai raga che manca poco alle nove…”

Ogni volta che “di colpo comincia lo show”…

Ogni volta “oleeè olè olè oleeeè Vascooo Vascooo”

Ogni volta spengo il cervello e spengo tutte le menate.

Ogni volta sempre diverso.

Ogni volta lacrime di gioia.

Ogni volta “Benvenuti, bentornati, bentrovati”.

Ogni volta cantiamo insieme dall’inizio alla fine.

Ogni volta viviamo le canzoni insieme.

Ogni volta cerco il suo sguardo.

Ogni volta che mi guarda…

Ogni volta un miliardo di emozioni diverse che unendosi scoppiano come una bomba nello stomaco.

Ogni volta finisce troppo in fretta.

Ogni volta “siete i più belli!”

Ogni volta “alla prossima!”

Ogni volta GRAZIE VASCO!

Ogni volta senza voce.

Ogni volta le orecchie che fischiano per la potenza del rock.

Ogni volta la nostalgia…"e quanta nostalgia!"

Ogni volta torno a casa con ancora una sana adrenalina che mi scorre nelle vene e che, nonostante la stanchezza, non mi fa dormire per ore.

Ogni volta prendo carta e penna e invano provo a descrivere quello che si prova in quelle 2 ore e mezza di pura magia per cercare poi di riviverla, ma comunque “quello che si prova non si può spiegare qui.”

Ogni volta mi rendo conto di poter descrivere tutte le sensazioni prima e dopo il concerto, ma quelle durante proprio no.

Ogni volta solo una cosa so per certo:

ogni volta, con Vasco, MI RICARICO L’ANIMA.



 
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